Stamani
mattina quando ho salutato Alice era una bella giornata. Il sole era
stranamente splendente, l'ho preso come segno di buon auspicio dato che nell'
ultima settimana non ha fatto che piovere. Non mi sarei mai immaginata che, nel
giro di poco piú di un' ora da quando mi sono messa in viaggio, sarebbe venuto giú il mondo. Non la
pioggierella degli ultimi giorni, ma una vera bomba d' acqua. Per la strada non
c'é nessuno, ovviamente. Siamo in pieno inverno e nessuno abbastanza sano di
mente programma un viaggio nel Parco Nazionale del Monte Reinier... A meno che
non sia qualcuno che ci abita, anche solo temporaneamente, come la mia amica
Alice. Riesco ogni tanto a sintonizzarmi su qualche stazione radio che passa
notizie di allerta meteo in tutta la zona di Seattle, prevedono pioggia e
ancora pioggia, poi gelate e neve. Ottimo. Non parlano nemmeno del buco del
culo del mondo che sto attraversando perché pare che io sia l' unica anima viva
al momento. La strada é piena di fango e scivolosa anche se il mio pick-up non
ha grossi problemi. Non va mai veloce, adesso non mi passa nemmeno per la testa
di dare gas... Mi basta avanzare e sperare in Dio che non ci sia nessuna
frana... Rivoli di fago e sassi scendono dalle fiancate dei monti su cui sono
abbarbicate le strade che sto percorrendo. Ogni tanto qualche masso é proprio
sull' asfalto, ma alla velocitá che sto andando non ho problemi a scansarli. Se
i miei sapessero che in questo momento non sono in California a trovare Rose
probabilmente mi ucciderebbero. Anzi prima verrebbero a salvarmi dalla
catastrofe, poi mi ucciderebbero. Col senno di poi non so chi cazzo me lo ha
fatto fare di salire fin quassú... No. Non sono cosí ipocrita. Lo so benissimo
che sono venuta a trovare Alice e il suo squinternato gruppo hippy fino al
Monte Reinier non per partecipare attivamente alla salvaguardia faunistica,
perché giuro, non me ne puó fregare di meno, ma per fare qualcosa di
trasgressivo. E cazzarlola se ho trasgredito... É stata la settimana piú pazza
della mia vita. Ora ho capito che, se non altro, quel genere di libertá non fa
per me. Perché io in fondo lo so giá cosa voglio fare nella vita... Ho
rischiato di mandare tutto a monte, ma per fortuna mi é stata data la possibilitá di ravvedermi
in tempo, mio malgrado. É vicino a mezzogiorno, sono persa completamente nel
mio monologo interiore quando mi rendo conto che il mio stomaco brontola. Guido
almeno da tre ore a velocitá lumaca, sono in tensione perché ogni ciottolo che
vedo cadere ho paura che venga giú uno smottamento... Tutto questo stress mi ha
fatto giá ampiamente digerire la colazione di stamani. É una settimana che
mangio come un coniglio... Alice e i suoi amici hanno adottato un'
alimentazione di tipo vegetariano e ho dovuto adeguarmi... Giuro che appena
torno a casa se non muoio sotto un masso voglio mangiarmi una mucca intera! Non
ho niente contro la verdura eh... Solo che ho bisogno di cibo vero... Vedo uno
spiazzo accanto alla strada, ci sono delle panche e un tavolo da pick nick,
probabilmente sará una zona panoramica dove d' estate i turisti vengono a fare
merenda. Parcheggio alla meno peggio e non esco dall' auto. Tiro fuori il dolce
che mi ha dato Alice senza uova, senza latte. Speriamo non sia anche senza
sapore... Fortunatamente é buono. Ne mangio una buona metá perché non voglio
rifermarmi fino a quando non saró in prossimitá di un posto civilizzato. Mi
rimetto in viaggio. La situazione mi sembra stia peggiorando, il tergicristalli
a stento riesce a pulire il vetro in tempo... Non si vede nulla fra la luce
grigia del cielo e tutti questi alberi i lati della strada. Belli eh... Per
caritá, ma se solo penso che qualcuno potrebbe cadere sul mio Chevy mi viene la
sudarella. Vedo giá il mio necrologio "Isabella Swan, studente di
letteratura, deceduta schiacciata da un masso durante il viaggio di ritorno
dalla visita presso il Parco Nazionale del Monte Reinier. Piangono la sua morte
il padre, Sceriffo Charlie Swan e la Madre René". O.Mio.Dio.
Forse é
bene chiarire cosa mi ha spinto a fare un viaggio del genere, soprattutto senza
dire niente a nessuno. Innanzitutto io e Alice siamo amiche dalla culla.
Abbiamo frequentato le stesse scuole almeno fino al College, quando io ho
scelto letteratura e lei biologia. Siamo sempre andate d' accordo anche se siamo
agli atipodi. Lei é l' anima pazza del nostro duo, io sono quella seria. Un
anno fa é partita in visita al Parco Nazionale, dove un gruppo di ambientalisti
cerca di salvare non so che tipo di pennuto, e non é piú tornata. Ha detto che
si é presa il suo anno sabbatico, in realtá secondo me si sta vivendo la sua
avventura hippy nella comune che si occupa sì di salvaguardia, ma
fondamentalmente si comporta come una qualsiasi altra comunitá di figli dei
fiori di cui parlano, tutta peace and love e... Marijuana... Io sono sempre
stata la ragazza per bene, la figlia ideale, la studentessa modello... Ottimi
voti, ottima reputazione, un ragazzo, sempre lo stesso dai tempi del liceo.
Quando é successo il fattaccio che mi ha condotta a compiere questo colpo di testa
io e Alice eravamo ancora ufficialmente compagne di appartamento a Seattle. In
effetti avevamo deciso di lavorare e studiare per avere un posto nostro
mantenendoci ed evitando i dormitori dell' universitá, anche se in realtá,
quando lei é partita, io ho fatto venire il mio fidanzato ad abitare con me,
all'insaputa dei miei. Un po' perché da sola non avrei potuto permettermi di
rimanere in quella casa e un po' perché era da tempo che ne parlavamo, lui si
era laureato in legge da un anno e giá lavorava... Appena finito il college
avevamo programmato di sposarci. Tutto era giá chiaro e stabilito nella mia
vita... Avrei tentato la carriera dell' insegnante, magari proprio in qualche
scuola di Seattle per rimanere vicina allo studio dove lui stava lavorando. In
realtá il mio sogno sarebbe stato di fare la giornalista, ma mio padre... Era
giá stato duro convincerlo che anche una ragazza di paese come me poteva essere
indipendente e laurearsi, lo avevo convinto dicendogli che andare a Seattle era
favorevole per il lavoro di quello che sarebbe stato il suo futuro genero. Ci
saremmo sposati, avremmo avuto dei bambini e saremmo stati tutti felici e
contenti. Ma la vita mi ha riservato qualche piccola sorpresa... In effetti sei
mesi fa James si é presentato a casa una sera, sconvolgendo completamente il
mio mondo. "Bells... Abbiamo un problema." Il problema ho scoperto
poi essere il seguente: Victoria, la sua collega, era incinta, di James. Una
sera per festeggare una vittoria in tribunale erano usciti tutti insieme i
colleghi dell' ufficio ed erano finiti a letto insieme. Peccato che Victoria
fosse la figlia del boss di James e che non avesse alcuna intenzione di
abortire "Te lo giuro Bells! Ho tentato di convincerla... Io amo solo
te..." Il padre di Victoria ha preso abbastanza bene la notizia, ha anche
promesso di non ucciderlo e di promuoverlo a socio, a patto che... A patto che
si sposassero immediatamente. Quindi adesso, mentre sono qui che impreco come
uno scaricatore di porto contro tutte le nuvole piovose del mondo e contro i
sassi e gli alberi, probabilmente Victoria sará vicina al momento di partorire
il figlio di suo marito, nonché mio ex ed unico fidanzato che con i miei
progetti si é portato via anche i miei sogni, la mia fiducia nella vita e nell'
amore.
Ho
trascorso gli ultimi sei mesi a piangermi addosso. Ho pianto cosí tanto che ho
finito le lacrime. Ho smesso di uscire e mi sono concentrata sugli studi, con
grande felicitá dei miei genitori, ma sono diventata uno zombie. Quando un
mesetto fa Alice é venuta in cittá a trovarmi mi ha colto proprio nel momento
giusto per convincermi a partire... Ero in piena fase di ribellione, contro
quello che mi era successo, contro la scuola, contro le brave ragazze... Non
che stessi facendo chissá quale presa di posizione, non mi fraintendete. Non
sono mia stata quella dei colpi di testa. Solo che stavo covando un esplosione
dentro di me e Alice ha fatto da detonatore. Mi sono detta " Ma sí! Mi
sono sempre comportata da fidanzata, figlia, studentessa perfetta e cosa ho ottenuto?
Stavolta voglio fare anche io un colpo di testa! Voglio fare l'adolescente
capricciosa alla veneranda etá di 21 anni! Voglio fare quello che non ho fatto
quando era il momento" Quindi dopo aver programmato tutto, ho atteso le
vacanze per il Ringraziamento in modo da non perdere troppe lezioni e sono
partita, con in testa le parole di Alice "E dai Bells! Non c'é nulla di
male! Vieni su, facciamo un po' di meditazione, stai a contatto con la
natura... Ci fumiamo un po' d' erba e magari trovi pure qualche bel ragazzo con
cui divertirti... Siamo tutti liberi lá, niente catene. Hai fatto una vita
noiosissima fino ad ora e lo sai che a me James non é mai andato a genio. Ti
fai una settimana fuori dall' ordinario e stacchi la spina poi torni a Seattle
e decidi cosa fare della tua vita. E se i tuoi non fossero d' accordo di quello
che deciderai pazienza. Cristo hai 21 anni, é il momento che tu prenda in mano
la tua vita."
E cosí ho
passato una settimana fuori dal mio ordinario. Effettivamente ho provato a lasciare
a casa tutti i freni... Ho addirittura fumato erba! Non avevo nemmeno mai
acceso una sigaretta e prima di farmi morire affogata dalla tosse, Alice mi ha
suggerito di provare a usare altri stani aggeggi per evitare di inalare
direttamente dallo spinello. Devo dire che ha funzionato alla grande e mi sono
divertita un casino. O almeno mi pare dato che non mi ricordo molto... L' unica
cosa che non ho fatto é accoppiarmi selvaggiamente in nome dell'amore libero:
non é per me. Gli altri hanno accettato la mia decisione di buon grado perché
"peace and love e fai un po' come ti pare". A dispetto della scelta
discutibile di viaggiare in inverno in un posto noto per maltempo, valanghe e
smottamenti, devo dire che questa esperienza mi é servita. Ho capito cosa non
voglio fare nella vita e cosa invece é bene per me. Finora ho fatto tutto
quello che si aspettavano gli altri, adesso voglio vivere per me. Non faró l'
insegnante a Seattle, ma cambieró indirizzo, voglio fare davvero la
giornalista. L' ho senpre sognato, ma avevo accantonato tutto perché non era
quello che volevano i miei e non era quello che voleva James. Fanculo a James!
Non lo sa nemmeno che tradendomi mi avrebbe salvato la vita da una morte per
noia certa. Ho deciso di abbracciare la filosofia di Alice e di prendere in
mano il mio destino! Non saró la mogliettina che aspetta a casa il marito. Sono
una donna e ho gli stessi diritti e le opportunitá di un uomo. E se sará dura
pazienza, saró una giornalista! Siamo o non siamo negli anni 70!? Anzi per essere
precisi siamo nel 1972 e io sono una giovane donna moderna Santo Dio! Il
Medioevo é finito e esistono le pari opportunitá e il resto del mondo se ne
fará una ragione. Ho deciso anche che non mi sposeró, mai. Non consacreró mai
piú la mia vita a qualcuno, non esiste uomo che se lo meriti e l'amore... Tze,
l'amore passa...
Mentre
sto snocciolando nella mia testa la mia personale dichiarazione di indipendenza
vengo scossa da un rumore fortissimo. La macchina trema e mi fermo. Guardo in
alto e vedo arrivare la mia fine. O almeno é quello che temo per qualche
istante. Poi l' stinto di sopravvivenza ha il sopravvento. Mentre il lato della
montagna che sostiene la strada che stavo percorrendo inizia a franare fra
pioggia, fango e ciottoli di terra portandosi via alberi e quant' altro si
trovi sulla sua via, io inizio a correre. Percorro a ritroso la strada che ho
fatto col pick-up. Mi volto indietro giusto in tempo per vedere mentre la marea
marrone se lo porta via e mi vengono i brividi. Stringo la borsa con dentro i
documenti e il resto che ho avuto l'accortezza di portare con me e mettere
sotto il cappotto, mentre ricomincio a correre, non so bene dove andare e
istintivamente inizio a risalire allontanandomi dallo smottamento. Sta
continuando a piovere a dirotto e le probabilitá che ci siano altre frane é
abbastanza alta. Ora non é che io mi intenda di disastri ambientali, ma col
culo che mi ritrovo é un' opzione piú che plausibile. Non mi lascio andare al
terrore perché la situazione é talmente surreale che mi sembra di sognare e poi
anche se gridassi sarebbe inutile perché qui non c'é nessuno... Ad un tratto di
nuovo un boato che non presagisce niente di buono, stavolta proviene dalla
direzione in cui sto andando. Ho appena il tempo per alzare lo sguardo quando
vedo una montagna di acqua e detriti scendere giú poco piú avanti. Ok ci siamo,
questa é la mia ora. Non doveva finire cosí... Chiudo gli occhi e mi fermo
immobile ad aspettare il mio destino.
"Ehi!
Ehi tu laggiú!" Sono giá morta? Mi stanno chiamando? "Bell'
addormentata forza sbrigati! Prendi la corda" Apro gli occhi e mi volto
verso la fiancata del monte ed effettivamente vedo una corda. La prendo perché
é l'unica cosa che posso fare in questo momento. "Arreggiti forte... Anzi
no... Cerca di legartela intorno alla vita" E da brava mi lego alla bell'
e meglio "Brava cosí ma muoviti che sta franando tutto" In che senso
mi devo muovere? Sono cosí terrorizzata che a stento mi ricordo di respirare...
"Ti tiro su, cerca di aiutarmi, cerca di arrampicarti" Ah ecco,
adesso é piú chiaro. Mi rendo conto che la corda arriva da un punto del monte
dove non ci sono ne' alberi ne' terra e forse é per questo che non sta
franando. La voce mi ha detto di salire e allora tento di aggraparmi alle
sporgenze ed effettivamente mi sento tirare verso l'alto. Certo che la divina
Provvidenza agisce in maniera davvero strana... Ancora non ho capito se quello
che sta succedendo é reale o no. Ai fatti so solo che ci sono una voce e una
corda che stanno tentando di salvarmi, anche se ancora non ho visto anima viva.
Non sono una grande arrampicatrice, questo é poco ma sicuro. Comunque, quando
la frana si abbatte sul tratto di strada che stavo percorrendo a piedi sono giá
a distanza di sicurezza. Ogni tanto sbatto e le sporgenze dkki alcune rocce mi
strappano i vestiti in alcune parti. Sono fradicia, ho freddo e sicuramente ho
anche diversi lividi quando finalmente arrivo in cima ad un dirupo da cui
sembra scaturure la corda, come un' entitá dotata di volontá propria. Ok forse
ho esagerato con la marijuana, lo sapevo che non dovevo fumare... Non ho mai
fumato e dopo oggi giuro che se non muoio non fumeró mai piú. Ad un certo punto
oltre alla corda vedo una mano e mi divincolo cercando di afferrarla.
Finalmente ce la faccio e mi trovo ben presto sollevata di peso da quello che
presumo essere un uomo. Ne ho la conferma appena riesco a rimettermi in piedi.
Io non sono un bello spettacolo, ho i vestiti stracciati e sono completamente
zuppa e sporca di qualsiasi cosa, lui é altrettanto bagnato e imbracato con la
corda che gira intorno al tronco di un grande albero. Fra il cappotto pesante e
il cappello di lana, anche quello bagnato fradicio, non riesco a vederlo
chiaramente ma non mi faccio troppi problemi, d' altra parte mi ha salvato la
vita! "Ehi, tutto ok?" Faccio cenno di sí con la testa perché sono
cosí scossa da non riuscire ad aķrticolare parola. Mi giro a guardare la strada
ormai ricoperta di massi e terra e mi netto le mani nei capelli. "Dai
forza dobbiamo muoverci, per ora qui é tranquillo ma non si sa mia. E poi devi
essere gelata..." Realizzo che in effetti sto morendo di fraddo ma non so
dire se sia piú la paura o il fatto di essere bagnata fino al midollo durante
una tempesta in pieno inverno. "Ma come hai fatto a vedermi?" ritrovo
magicamente la voce giusto perché é cosí assurdo che stento a crederci "Ho
sentito il rumore quando é venuto giú tutto. Sono uscito di casa e ho visto il
tuo pick-up. Quando ti ho visto camminare sono corso a prendere la corda perché
temevo sarebbe successo dell'altro. Ma adesso per favore andiamo, ti puoi
fidare... Ti racconto tutto dopo te lo giuro. Ce la fai a camminare?" Ce
la faccio? Mi tende la mano che afferro e inizio a muovermi praticamente
trainata da lui. Ben presto per fortuna intravedo tipo un rifugio. La posizione
è strategica al punto che nonostante il disastro poco piú in basso sembra che
stia poco piú che piovendo lí intorno. Ci sono degli alberi forse secolari
enormi che deviano il fluire dell' acqua che corre verso il basso. Non é molto
grande ma ha l' aspetto solido di chi ne ha superate diverse illeso. Quando
arriviamo davanti alla massiccia porta in legno mi sembra che lui abbia intuito
il fluire dei mie pensieri "Stai tranquilla... Questo cottage appartiene
alla mia famiglia da generazioni, ne ha viste di peggio. Sei al sicuro"
Tiro un sospiro di sollievo quando mi fa entrare ma realizzo che potrei
inzuppare il pavimento "Ehi ma cosí ti allago la casa..." ai miei
piedi giá inizia ad accumularsi una piccola pozza. "Non preoccuparti...
Non é che io sia messo meglio... Aspetta lí vado a prenderti un catino nella
rimessa, cosí puoi spogliarti lí dentro" alla mia facca allibita aggiunge
"Non preoccuparti ti prendo anche una coperta cosí puoi coprirti" si
toglie gli stivali di gomma e il giubbotto che a quanto pare é impermiabile
perché sotto é completamente asciutto. Io col mio cappottino di lana cotta sono
praticamente una spugna al contrario... Getta fuori il cappello bagnato e corre
verso un' altra stanza. Giovane. Sicuramente sui trent'anni. Non ho modo di
vederlo bene in viso ma il fisico é quello di un uomo sulla trentina.
Caspita... Deve essere altro piú di un mentro e ottanta... É enorme rispetto a
me... Non ho tempo di riflettere oltre quando mi sento appoggiare vicino ai
piedi un grosso catino di metallo "Io vado a controllare il generatore, tu
intanto levati quella roba bagnata di dosso e copriti con una coperta. Ti ho
preso un asciugamano per i capelli spero sia abbastanza grande. Mettiti vicino
al fuoco" Faccio come mi dice e scopro che dai tagli nei vestiti é
prenetrato del fango. Nuda sono praticamente sporca come vestita. Mi avvolgo
comunque nella coperta sperando di non rovinarla irreparabilmente "Ehi
cosa ci fai ancora nella ciotola? Ti verrá un accidente se non vai vicino al
fuoco..." Sono in evidente imbarazzo mentre lui sembra guidato dal puro
senso pratico "É che sono completamente sporca... Anzi penso di averti
rovinato la coperta... Mi dispiace". Riflette un momento "La coperta
si lava stai tranquilla! Me é importante che non ti ammali. Non so per quanto
tempo saremo isolati e non credo di avere medicine qui... Davvero mettiti
vicino al camino mentre io vado a prenderti dell' acqua pulita cosí la mettiamo
a scaldare e puoi farti il bagno. Mi dispiace non poter fare di piú... Sto
costruendo il bagno e ancora funzionano solo i sanitari... Per lavarti dovrai
accontentarti di stare in salotto" Omioddio. Mi asciugo i capelli il piú
possibile con l' asciugamano. Per fortuna é enorme. Ma che diavolo, quando
torno a casa mi devo ricordare di tagliermeli questi capelli. Mi sono cosí
trascurata che mi arrivano quasi alla vita! Dopo poco lo vedo arrivare con una
tinozza di legno. La spinge vicino al fuoco, poi mette a bollire l' acqua in
diverse pentole nella cucina che é nella stessa grande stanza che fa anche da
salotto. Io continuo a stare ferma immobile seduta su uno sgabello di legno.
Prende i miei vestiti dalla tinozza, li mette in un sacchetto e li butta fuori.
"Quelli sono inutilizzabili. Questi invece... Forse se li mettiamo ad asciugare
li salviamo" quindi prende i miei stivali militiari che ho compraro ad un
mercatino di cianfrusaglie e li posiziona vicino al camino. Mentre lui va e
viene riempiendo la tinozza mi guardo intorno. Siamo in questo grande vano con
enormi travi e mura in legno. Di fronte al camino c'é un divano lungo tutta la
parete. Al lato opposto c'é appunto una cucina vecchio stile in tono con l'
intero rifugio. C'é una porta che conduce ad un' altra zona da cui ha tirato
fuori coperta e asciugamani quindi presumo ci sia posto per dormire e il famoso
bagno in costruzione. Poi mi concentro su di lui. Ha un non so che di
familiare, ma sono certa di non conoscerlo. Sto cercando di capire dove l'ho
visto quando mi fa sussultare "Dai, l'acqua é pronta. Ti ho portato il sapone...
Spero ti piaccia il Tea Tree del Dr. Bronner perché non ho altro. Non
garantisco sul risultato come shampoo. I miei capelli sono corti e vengono uno
schifo... Comunque meglio che fango e foglie sará di sicuro!" Lui é
insolitamente ilare mentre io sono in imbarazzo. Molto in imbarazzo. "Vado
a prendere dei vestiti per dopo, tu entra in acqua prima che si
raffreddi". Mi affretto a fare come dice. Mi immergo funo alla gola nel
catino, che per fortuna é bello grande, e cerco di coprirmi il piú possibile.
Dato che quel sapone é lo stesso che usano Alice e i suoi amici Hippy so giá
che non fa un cazzo di schiuma e che i capelli saranno ispidi come le spine di
un istrice, come se li lavassi con il panetto del sapone da bucato di mia
nonna. E ora che faccio? Se mi devo insaponare non posso stare in acqua e non
so quando lui rientra... Dopo che mi ha salvato da morte certa non voglio certo
formalizzarmi, ma non voglio nemmeno stare nuda davanti a lui... Come temevo
rieccolo "Intanto che ti lavi preparo qualcosa di caldo" Armeggia in
cucina ma si rende conto che non mi sto muovendo "Vado a prenderti l'
accappatoio se vuoi uscire" Lo guardo sempre imbarazzatissima "No,
piú che altro non so come insaponarmi... Vedi tu sei qui e io..." Realizza
il messaggio "Ah! Scusami non ci ero arrivato. Facciamo cosí, ti tengo una
coperta aperta davanti cosí ti puoi alzare senza prendere freddo. Prometto di
non guardare!" No, non c'era arrivato... Comunque fa lo stesso, meglio
sapere dove é e che non guardi piuttosto che averlo a giro per la stanza mentre
sono nuda come un verme e mi insapono. Lo faccio quindi velocemente e mi
sciaquo reimmergendomi. Poi mi insapono i capelli e faccio lo stesso. Speriamo
abbia un pettine. Prevedo una montagna di nodi. Lui mantieme la parola e non
guarda, almeno fino a quando si gira per darmi l' accappatoio. Distoglie subito
lo sguardo mentre io mi copro come posso con le mani e le braccia
"Scusami!" Tossisce, stavolta percepisco il suo di imbarazzo dal tono
della voce "Non preoccuparti non l' hai fatto apposta". Almeno spero.
Mi
asciugo velocemente sempre vicino al fuoco del camino "Ti ho messo lí i
vestiti. Sono i miei e ti saranno grandi, mi dispiace... Non posso farti
cambiare in camera perché non é riscaldata. Dobbiamo fare economia e scaldare
un ambiente alla volta perché rischiamo di rimanere a corto di legna asciutta
da ardere se dovessimo restare isolati a lungo" É la seconda volta che
accenna a questa cosa e rifletto che in effetti é giá un miracolo che ci sia
lui in questo posto dimenticato da Dio. Quanto grave è la mia situazione? I
miei mi daranno per dispersa! Ma forse é meglio che non sappiano in che
situazione mi trovo. Lui é tornato in quella che presuppongo sia la camera e mi
affretto a coprirmi prima che ricompaia. Ci sono una t-shirt e un maglione di
lana che mi arrivano quasi alle ginocchia, dei calzini che mi coprono il
ginocchio. Sto infilando un paio di pantaloni di flanella quando lo sento
rientrare nella stanza. Devo arrotolare maniche e gambuli e stringere in vita
la cordicella dei pantaloni. Probabilmente sono sexy come un boscaiolo ma i
vestiti sono puliti e caldi e mi sento una favola "Hai per caso una
spazzola?" riflette un secondo "si vado a prenderla" Secondo me
prima di stasera consuma il pavimento da quanto cammina.
Mi metto
di nuovo vicino al camino e piano piano riesco a far asciugare i capelli con il
calore del fuoco a suon di colpi di spazzola. Fortunatamente tutto questo
spazzolare li rende abbastanza presentabili anche se quando torneró a casa mi
dovró comprare del balsamo per farli tornare normali. Finita questa operazione
mi metto di nuovo ad osservarlo. É veramente un bel pezzo di ragazzo... Due
spalle larghe e quadrate, gambe lunghe e delle bellissime mani. Ma quello che
precerisco è il viso, incorniciato da capelli castano ramati che sembrano
completamente ribelli, una mascella quadrata e volitiva evidenziata dalla barba
incolta. Naso diritto e con una bella forma per essere un uomo. Ma la cosa piú
spettacolare sono gli occhi. Sono verdi e grandi, contornati da lunghe ciglia.
É bellissimo. Sto fantasticando sul suo bellissimo volto quando ho un'
illuminazione. Ecco chi mi ricorda! Assomiglia a quell' attore... Ho visto il
film al cinema con James... Certo che potrebbero essere fratelli... Gli
somiglia proprio... "A proposito, tu come ti chiami?" Mi sento quasi
colta in fallo perché non mi sono accorta che mi stava gurdando "Sono
Bella Swan" mi tende la mano "Piacere, io sono Edward Cullen"
É lui.
Cioé, é Edward Cullen. L' attore Edward Cullen. Ma che ci fa Edward Cullen in
culo al mondo? E soprattutto quante possibilità c' erano che mi capitasse di
sopravvivere a una valanga di fango e che a salvarmi fosse proprio lui? Non
sono una di quelle che sbavano dietro ad un divo di Hollywood o una groupie che
segue la sua rockstar, ma cavolo! Sono nel rifugio di Edward Cullen!
Evidentemente devo essere molto espressiva perché lui intuisce il corso dei
miei pensieri o almeno in parte "Ti chiederai cosa ci faccio qui eh?
Potrei farti la stessa domanda... Comunque, questo rifugio appartiene alla mia
famiglia da tanto e te l'ho giá detto. Mio nonno me lo ha lasciato in ereditá e
da allora lo uso quando mi preparo per un nuovo film. Quando ho bisogno di non
essere disturbato o quando ho voglia di starmene un po' in pace. Tu piúttosto
che ci facevi per la strada in pieno inverno?" Caspita se é loquace.
"Sono stata a trovare una mia amica al Parco Naturale per una settimana,
stavo tornando a casa..." mi guarda aggrottando le sopracciglia
"Quindi sei una specie di hippy" sgrano gli occhi inorridita
'"No affatto! Tutt'altro... Come ti dicevo, mi ha invitato una mia amica
per prendermi una settimana di vacanza e per vedere se staccando un po' riesco
a scoprire cosa voglio fare della mia vita" Mi porge una tazza che scopro contenere
cuoccolato caldo "E cosa sei allora?". Assaggio il cioccolato prima
di rispondere perché saró anche una sopravvissuta, ma é una settimana che
mangio roba da comunitá vegetariana e questa é cioccolata! "Sono una
studentessa di letteratura, che sta per convertirsi al giornalismo"
Concisa, efficace. "Beh allora piacere di conoscerti Bella Swan, futura
giornalista. Spero che ti ricorderai che ti ho salvato la vita e che non
scriverai mai cose brutte su di me in futuro!". Pronuncia la frase con fare
scherzoso, alzando la tazza come brindare alla mia salute.
Passiamo
il resto del pomeriggio davanti al fuoco. Lui mi ha detto di avere dei copioni
da leggere e mi ha mostrato una piccola libreria in camera. Non c' é molto, ma
trovo alcuni classici che adoro e mi trovo impegnata con Cime Tmpestose.
Leggere il libro in questa situazione e davanti al camino ha un gusto molto
particolare. Ogni tanto lo osservo assorto e lo vedo prendere appunti ai
margini degli scritti. É veramente bellissimo, non perché so che é un attore, proprio
perché anche se lo avessi incontrato al supermercato non avrei potuto fare a
meno di guardarlo. É uno di quegli uomini che ti cattura non solo con l'
estetica, ma col portamento sicuro, la gentilezza e l' aria un po' scanzonata.
É l'opposto di James, ma anche di quello che é stato sempre fino ad ora il mio
ideale di uomo, serio, tutto d' un pezzo, un po' come mio padre. Cazzo papá!
Spero che non gli venga in mente di chiamare i genitori di Rose sennó sono
fritta, mi rinchiude come minimo nella sua prigione a Forks e butta la
chiave... Comunque non posso lamentarmi, sono al caldo, sono viva, che non é
poco, e sono in compagnia di uomo bellissimo. Piú lo guardo e piú mi sento
languida... É da quando James se n' é andato che, sí insomma, che non sono stata
con uomo, ma fino ad ora non ho mai pensato al sesso. In questo momento mi
accorgo che sono cosí attratta dal mio ospite che potrei anche mettere in stand
by la mia morale da brava ragazza e farci un pensierino. Poi mi do della
stupida da sola, come se lui potesse avere qualche interesse... Nel mondo del
cinema ci sono decine di donne bellissime che puó avere schioccando le dita, ne
ha avute di ogni tipo, figurati se si fila Bella Swan, aspirante giornalista,
ma forse no. Oddio non sono proprio da buttare, ma tutto in me grida a gran
voce 'ragazza ordinaria'. Capelli mogano, occhi marroni, un metro e sessanta
circa... Dopo la rottura col bastardo sono dimagrita un bel po' e sono ben in
forma. Non me ne rammarico perché la mia corporatura un po' a clessidra mi ha
sempre fatto sembrare troppo abbondante. James diceva di adorare il mio seno
prosperoso, salvo poi finire con una che di tette non ne aveva neanche un po'.
Ho perso molta fiducia nel mio aspetto fisico... Ora come ora sembrano andare
in voga le ragazze filiformi. Forse sarei dovuta nascere vent' anni fa!
"Ehi bell' addormentata! Cosa stai sognando?" Colta in fallo nei miei
sogni ad occhi aperti divento subito di un a bellissima tonalitá di rosso
"Che ne dici se ci mettiamo a lavoro per prepsrare la cena?" Cavolo,
sono a scrocco vitto e alloggio... Poi ho un' illuminazione "Se vuoi
cucino io! Non so come sdebitarmi, lasciami almeno occuparmi del cibo e del
rifugio... Mi sentirei meno di peso. Anzi ancora non ti ho ringraziato a
dovere, ti sono grata, davvero, di tutto. Per il salvataggio, per tenermi
qui..." Non saró Miss America ma sono una cuoca provetta. Mamma Swan mi ha
educata fin da piccola per diventare una futura brava moglie americana e, anche
se fino ad ora ho sempre provato un po' di ribellione nei confronti del
concetto di angelo del focolare, in questo momento sono lieta di poter essere
utile in qualche modo. "Dai, non mettermi in imbarazzo... Sono felice di
averti salvato, mi fa piacere averti qui... Ero partito per disintossicarmi da
un po' di cose e tu sei cosí diversa da tutte le donne che conosco... Comunque
ok, cucina tu. Sono sicuro che staremo meglio tutti e due dato che io sono
negato in cucina... In dispensa c'é un po' di tutto, avevo pensato di fermarmi
qui per un po' e ho fatto scorta"
Una volta
ottenuto l' incarico controllo l' orologio che segna le sei, poi ispeziono la
dispensa e il freezer e decido di fare un bel pollo arrosto con le patate.
Nessun uomo che si rispetti puo' chiamarsi tale se non ama l'arrosto. Prendo
anche il necessario per fare una torta di mele. Il pane é commestibile ma c'é
farina in abbondanza per farlo da me per i prossimi giorni. Per le itto servo
in tavola. È uscita fuori una cena che nemmeno al ristorante... "Wow
Bella... Penso che ti assumeró a tempo indeterminato...". Spolveriamo
tutti e due tutto quello che ho prepsrato e dopo mi gioco il mio asso mettendo
in tavola la torta e del caffé fumante. "Isabella tu saresti da sposare
giuro! Sono anni che non mangio una torta di mele cosí. Sicua che non mi hai
mentito e sei una cuoca famosa in incognito?" Sono lusingata... Non ho mai
avuto particolare propensione a cucinare per James, ma in questo momento mi
sento soddisfatta... Mi sento di avergli dato quslcosa di me avendolo nutrito.
Forse devo aver sbattutto la testa oggi mentre mi tirava su. Mi sembra di
essere mia madre... Se penso che ha passato anni a decantare le gioie di essere
casalinga mentre io sbuffavo... Dev' essere tutta l' acqua che ho preso, mi si
é inumidito il cervello. Poi mentre lo sento gemere addentando la terza fetta
di torta mi accorgo che ho qualcos' altro di inumidito. Oh porca vacca! Giuro
in vita mia non mi sono mai sentita piú in imbarazzo di cosí... Con James non
mi era mai successo, alle volte nemmeno in intimitá...
"Senti
io non ho voglia di leggere stasera, che dici provo a vedere se la tv prende?
Con questa pioggia dubito che l' antenna funzioni... O preferisci parlare un
po'?" Parlare!? Cosa gli dico che sono un' adolescente un po' cresciuta
con gli ormoni in subbuglio!? "Vediamo se dicono qualcosa in tv sul tempo.
A proposito, qualcuno sa che sei qui? Come facciamo a chiamare i
soccorsi?" Si mette a trafficare con la televisione "Mi tengo in
contatto radio col mio agente. Ci dobbiamo sentire domattina. Ovviamente qua
non ho linea telefonica... Ci penserá lui ad avvisare le autoritá, ma ti avviso
che se va come l' altra volta ci vorrá una settimana prima che vengano a
liberare la strada. Un po' perché deve smettere di piovere per evitare il
rischio di altre frane e un po' perché prima si occupano dei centri abitati. Se
non siamo in pericolo di vita, e non lo siamo, diventiamo l'ultima prioritá.
Faccio avvisare anche i tuoi familiari o il tuo fidanzato ho giá pensato a
tutto. Ecco sembra che ci sia un po' di segnale" Ci mettiamo ad ascoltare
le notizie meteo che non presagiscono nulla di buono. Danno pioggia e gelate
per i prossimi giorni e a partire da altitudini medie anche la neve. Cazzo!
Penso alle parole di Edward e realizzo che siamo davvero isolati. Mi vengono i
brividi... Ma in che cosa mi sono cacciata! Accidenti a me. Poi rifletto sul
fatto che lui invece mi sembra fin troppo tranquillo. Mi sembra ancora piú
strano se considero cosa fa nella vita. Cosa spinge un attore che sará
ricchissimo a decidere di fare l' eremita invece di starsene in qualche villa o
che so io? Edwrd Cullen é un mistero. Un bellissimo mistero che purtroppo non
fa che intrigarmi "Bella ti vedo scossa. Stai tranquilla, qui siamo al
sicuro. Mi é giá successo. Vedila cosí, prendila come un' occasione per entrare
in contatto con te stessa senza distrazioni. Io ho imparato ad apprezzare
questo posto proprio per questo motivo" Faccio un segno di assenzo con la
testa, ma sono tutt' altro che convinta. Torno in cucina dove pulisco e metto
apposto. Noto che questo posto ha bisogno di una bella ventata di freschezza.
Non che sia sporco, ma si vede che se ne prende cura un uomo, per cosí dire.
Improvvisamente verso le dieci e mezza va via la luce e caccio un urlo. Mi
sento passare un braccio sulle spalle. Non siamo completamente al buio per via
del camino, ma sono un fascio di nervi "Tranquilla... Se vuoi vado ad
accendere il generatore..." Mentre mi massaggia un braccio mi rilasso
"Non importa...". L'oscuritá mi favorisce uno sbadiglio e mi accorgo
di essere stanca. "Allora facciamo cosí, adesso basta lavorare, mettiti
vicino al fuoco, io vado ad accendere il camino in camera cosí possiamo andare
a dormire. Spero che non ti formalizzi... Ho una sola camera con un solo letto.
Vorrei poter fare il gentiluomo e dirti che dormiró sul divano, ma dobbiamo
razionare la legna e quesa stanza é troppo grande per scaldarla la notte. Le
temperature scendono di molto e francamente non voglio morire congelato...
Prometto di comportarmi bene, parola di scout!" Non mi aspettavo di dover
condividere il suo letto. Proprio no, ma il suo discorso non fa una piega,
quindi fingo una sicurezza che non ho e faccio finta di essere una ragazza
moderna. D' altra parte ho appena trascorso una settimana in una comunitá
hippy, perché non dovrebbe credermi? "Nessun problema davvero. Capisco
perfettamente"
La stanza
sul retro é piccola, contiene un letto a due piazze di dimensioni regolari,
niente king size per la star di Hollywood. Quando entro é caldissima per via
del caminetto "Il fuoco piano piano si spengerá stanotte, ma dovremmo
rimanere abbastanza caldi considerato che siamo in due. Spero che tu non abbia
bisogno del bagno la notte perché é un congelatore..." Prendo la frase
come un suggerimento e mi fermo in bagno prima di entrare in camera di nuovo e
chiudere la porta alle mie spalle. Lo trovo che sta entrando sotto le coperte
"Ti consiglio di toglierti lo strato di lana, ci sono abbastanza coperte
per stare bene e domattina avrai uno strato per coprirti quando andremo di lá
prima che si scaldi l' altra stanza, altrimenti rischi di gelare. Ecco adesso
mi giro dall' altra parte cosí puoi entrare sotto le coperte" Realizzo che
ok, posso togliermi il maglione perché ho la t-shirt ma sotto i pantaloni non
ho niente. Non esiste che dorma con lui senza mutande... "Ehm... Non é che
hai da prestarmi un paio di pantaloncini... Oppure, sí insomma... Un paio di
mutande?" Non riesco a guardarlo negli occhi perché mi vergongo come una
ladra. Cioé sto parlando di mutande con uno sconosciuto! Vedo dallo sguardo che
realizza il problema e lo vedo deglutire poi apre il cassetto del comodino e mi
lancia un paio di slip da uomo. Non accenna a voltarsi ancora "Se vuoi
adesso puoi voltarti..." Tolgo subito i pantaloni e mi metto il suo slip
che ovviamente mi va grande, ma me lo faccio andare a genio, tengo le calze di
lana e sfilo il maglione rimanendo impigliata con i capelli. Quando riemergo,
lo sorprendo a fissarmi, anzi a fissare in direzione del mio busto. Guardo
anche io per capire cosa sta osservando con tanto interesse e realizzo che la
maglietta, che mi va grande di spalle e lunga, in realtá mi fascia il seno e a
causa del freddo i miei capezzoli sono talmente in fuori che sembrano bucare il
tessuto. Tossisce e si volta di nuovo "Scusa... Pensavo... Io ecco, non
volevo sbirciare". Non gli rispondo perché sono al limite dell'
imbarazzo... Dovrei essere indignata e invece porco cane mi sa che la luce che
gli ho visto negli occhi mi ha lusingata molto piú del lecito. Forse ha ragione
a dire che l' isolamento ti mette in contatto con lati del tuo carattere che
non conosci. Io di sicuro non pensavo di poter mai reagire cosí al solo sguardo
di un uomo.
Mi metto
sotto le coperte, ci sono le lenzuola di flanella e non sono freddissimi. Ci
saranno almeno 3 coperte di lana spessa e il peso addosso che mi schiaccia sul
materasso mi dá una piacevole sensazione di essere come in una culla. Non ho
molto spazio, anche se lui sta dalla sua parte é cosí grande che occupa piú
della metá del letto. Ha il garbo di non entrare in contatto nemmeno per
sbaglio e io da parte mia cerco di rimanere nella stessa posizione. Dopo un po'
mi rendo conto che il sonno mi é passato, ma cerco di rimanere calma per non
disturbarlo "Ehi che c'é non riesci a dormire? Stai scomoda?". "No
é che é tutto cosí strano... Non mi sarei mai immaginata un' avventura simile
quando sono parita una settimana fa. Cercavo un motivo per staccare, per
dimenticarmi dei miei problemi...". "Bisogna sempre stare attenti a
quello che si chiede..." Sospira e si mette su un fianco girandosi verso
di me. "Sentiamo quali sono i problemi di una bella ragazza, aspirante
giornalista, che la spingono a salire fino al monte Reinier in pieno
inverno?". Giro la testa nella sua direzione e lo spettacolo mi toglie il
fiato. Sta sorrodendo, l' atteggiamento di chi si mette in ascolto. La luce
della luna, che filtra dagli alberi attraverso la finestra, fa cose
spettacolari al colore dei suoi capelli. Al buio i suoi occhi sembrano ancora
piú grandi e le sue labbra sembrano morbide e carnose e bellissime quando
sorride... "Se non vuoi rispondere non preoccuparti" Realizzo di aver
perso diversi secondi in contemplazione e per non essere colta in fallo cerco
di rimediare "No, é che é una storia abbastanza banale...". "Sono
tutto orecchie, nemmeno io ho poi cosí sonno..." E cosí gli racconto di
James, della scuola, dei miei genitori e delle loro aspettative. In pratica
racconto la mia vita ad un perfetto sconosciuto e la cosa bella é che non
sembra annoiato, anzi interviene, consiglia, commenta, fa considerazioni come
se fosse una cosa che lo interessa davvero. Piano piano il fuoco si spenge e
tutti e due abbiamo le palpebre pesanti. Fuori deve essere un freddo polare ma
qua dentro, in questa stanza, sotto queste coperte, si sta divinamente e mi trovo
addormentata, senza rendermi conto se stavo ancora parlando o no.
La luce
del sole che filtra dalla finestra mi sveglia il mattino dopo. Cavolo, ieri
sera le coperte non mi sembravano cosí pesanti! Come un flash mi ricordo dove
sono, tutta la giornata di ieri e mi prende il panico. Mi muoverei ma realizzo
che il peso che sento é la testa di Edward. In pratica é accucciato con la
testa nell' incavo della mia spalla e gli sto cingendo il collo con un braccio.
Ha la faccia sul mio seno e il resto del corpo rannicchiato in posizione fetale
perché io sono sul cuscino e lui per ovvi motivi piú in basso, altrimenti
avrebbe dovuto mettere le gambe di fuori. Dorme beato, nemmeno russa, ma non
accenna a muoversi. Io inizio ad andare in iperventilazione poi ad un certo
punto biascica qualcosa nel sonno e smuove le braccia. L' unica cosa che so é
che adesso la sua mano enorme mi sta stringendo il seno e sto per andare in
ebollizione. Mi muovo per vedere se si sveglia, se non si toglie di lí non
rispondo di me. Non voglio che pensi che mi sono accorta e che non abbia fatto
nulla per risolvere la situazione. "Edward... Edward... Ho bisogno di
andare in bagno... Edward... Per favore..." Mi palpa ancora un po' sempre
biascicando qualche parola poi apre gli occhi. Davanti al suo naso di nuovo i
miei capezzoli all'erta per via delle attenzioni ricevute dalla sua mano e per
colpa, per cosí dire, della situazione generale... Con uno scatto si alza
scoprendo tutti e due e peggiornado la situazione. La maglietta é tutta spiegazzata,
i suoi slip bassi sui miei fianchi. Con un gesto automatico recupero il
lenzuolo e mi copro, mentre un imbarazzatissimo Edward, stavolta anche lui di
un bel rosso vermiglio e con la faccia ancora assonnata, si affretta ad
afferrare i pantaloni sulla sedia a fianco al letto, per coprire un piú che
evidente e rispettabile alzabandiera mattutino, che non riesco a fare a meno di
guardare. "Scusami io... Devo essermi mosso nel sonno, mi dispiace ti
giuro che non l'ho fatto di proposito... Vado ad accendere il camino di lá tu
rimani qua a vestirti mentre la stanza si stempera" e in un lampo é fuori
dalla porta con maglia e pantaloni sotto al braccio. Io mi lascio cadere all'
indietro sui cuscini e mi copro gli occhi con un braccio. Mi tocco le guance con
le mani fredde per cercare di portare un po' di sollievo, perché mi sembra
stiano prendendo fuoco. Non c'é che dire, ottimo risveglio, lui mi palpa il
seno e io non riesco a non fissare la sua erezione. Si prospetta una convivenza
tutt' altro che semplice...
Mi vesto
alla svelta perché fuori dalle coperte fa freddo e vado di lá. Il fuoco é giá
acceso e Edward é in bagno. Sento scrosciare l' acqua, spero non si stia facend
una doccia fredda per colpa mia. Mi metto a preparare la colazione e quando
arriva con i capelli bagnati capisco che avevo ragione. "Hai sistemato il
bagno? Farebbe piacere anche a me una bella doccia..." Lo so che lo sto
stuzzicando di proposito, ma non posso resistere. "Bella mi dispiace per
prima. Giuro non ero coscente" E mentre si ingozza con i pancake lo
tranquillizzo. "Non preoccuparti, lo capisco... Se non altro abbiamo
dormito al caldo. Ma per la doccia come
possiamo fare?" Beve il suo caffé. "Come ti avevo detto, sono qua
anche per sistemare il bagno. Prima non esisteva proprio, l' ho costruito io.
Se smette di piovere faccio l' allacciamento con l' acqua calda e poi ti puoi
fare la doccia. Peró se vuoi ti posso preparare la tinozza come ieri"
Rabbrividisco al solo pensiero di spogliarmi di nuovo come ieri davanti a lui
dopo l' incidente di stamani mattima "Credo che aspetteró, comunque
grazie". Non sapendo come rendermi utile, passo la mattina a pulire la
cucina e il salotto. Mi faccio prendere dalla frenesia e spolvero tutto, anche
dentro ai mobili... Gratto via le incrostazioni e lavo i pavimenti. Al momento
opportuno senza dire nulla preparo il pranzo. Mentre mi do da fare, vedo Edward
entrare e uscire dal bagno con vari attrezzi, guardandomi fra il sorpreso e il
perplesso, senza commentare. Quando si siede a tavola lo vedo piùttosto
provato. "Allora, hai fatto progressi col bagno?" Mentre mangia come
non ci fosse un domani prende una pausa. "Si, mi sono messo avanti con le
piastrelle e ho montato il mobile del lavandino con lo specchio. Non sará un
grand' hotel, ma sono soddisfatto." Si serve il secondo piatto di pasta,
ma non accenna alla doccia "Dimmelo quando hai finito, cosí pulisco.
Questo pomeriggio ho pensato di sistemare la camera..." Si pulisce la
bocca col tovagliolo e si lecca le labbra. Quando realizzo che vorrei leccargliele
io capisco di avere un grosso problema. Non sono abituata ad avere questi
picchi ormonali. Ah cazzo la pillola! "Ehi non importa che ti dai tanto
daffare, sei mia ospite, non una governante... Dopo mi voglio rilassare,
mettiti sul divano con me, parliamo un po'". Ci rifletto e siccome sono
indolenzita dal fervore faccendiero di stamani, concordo con il riposo
pomeridiano. Almeno finché non avró finito la riserva di libri, posso tenermi
impegnata. Mi alzo e vado a prendere le compresse in borsa. Per fortuna ho
iniziato la confezione due giorni fa da Alice. Quando James mi ha lasciato non
ho smesso di prendere la pillola, non so bene perché. Mia madre nemmeno lo sa
che ho iniziato a prenderla, anzi per la veritá nemmeno sapeva che io e James
praticamente abbiamo convissuto per sei mesi... Sí tutto sommato ho avuto la
mia dose di ribellione e tragressione anche io, ancora prima di fumare erba
settimana scorsa. Sorrido soddisfatta.
Intanto
fuori non ha accennato a smettere di piovere, a peggiorare la situazione mi
sembra che faccia perfino piú freddo. Alla radio siamo riusciti a parlare con
l' agente di Edward e a questo punto i miei genitori saranno al corrente di
tutto. Non voglio immaginare quante spiegazioni dovró dare quando torneró, ma
per ora sono qua. Inizio a capire cosa intendeva Edward quando mi ha detto che
viene qua per staccare. Siamo isolati e una volta superato lo sconforto
iniziale, mi sono resa conto che é bello non dover rendere conto a nessuno. La
vita é semplice e c'é un sacco di tempo per pensare, fuori é impossibile uscire
e si deve trovare qualcosa da fare in casa. Oddio, io saprei cosa avrei voglia
di fare, ma una ragazza per bene non le pensa queste cose, quindi metto a
tacere la mia libidine e mi limito a leggere tutto il pomeriggio, guardando
Edward di sottecchi quando non se ne accorge. "Bella, prima di cena vorrei
lavarmi perché sono pieno di polvere per i lavori che ho fatto in bagno, hai
problemi se lo faccio qua davanti al fuoco? In bagno ho fatto la doccia stamani
ed é un' esperienza che preferisco evitare di ripetere..." Ovvio che no,
diamine, é a casa sua, puó lavarsi dove vuole. Solo ho bisogno di cambiare
stanza perchè non posso pensare di essere nello stesso posto mentre lui è nudo.
Dio, per la veritá pagherei la retta di un anno di college per vedere com'é
fatto, ma non posso mica raccontarglielo! "Ok non c'é problema. Do una
pulita alla camera mentre ti lavi. Intanto che dici posso giá prepararti
l'acqua?". "Ma no, posso fare da solo. Mi stai viziando, lo sai
Bella? Non sono abituato a essere trattato cosí. Mia madre con tre figli maschi
ha fatto in modo che fossimo indipendenti e vivendo da solo, sai com'è? Grazie
anche per il cibo, é favoloso. Se non ci fossi tu andrei avanti a carne in
scatola...". Sorrido al suo complimento. James non mi ha mai ringraziato
per cose che per lui erano scontate. Se ripenso a tutto quello che ho fatto per
lui e tutte le camicie che gli ho stirato, mi viene rabbia. Quanta fatica
sprecata... In effetti si prepara tutto da solo, io mi limito a mettere l'
acqua a scaldare. Si accorge tardi di aver messo la tinozza troppo lontana dal
camino e mentre tenta di spostarla fa un movimento sbagliato e lo sento
imprecare. "Cazzo, mi sono preso una storta al collo" Si massaggia il
collo e la spalla. "Sará una contrattura. Se hai un po' di crema e se vuoi
provo a sbloccarti". Ride nonostante la smorfia di dolore ed é bellissimo.
"Quante cose sai fare tu? Le hai imparate a letteratura o devo ringraziare
qualcuno in particolare?". "No, vedi é che il mio ex spesso soffriva
di mal di schiena per tutte le ore che stava piegato al tavolo del suo ufficio
e ho imparato a fare dei massaggi di emergenza". "Secondo me il tuo
ex era il re dei coglioni ad essersi fatto scappare una ragazza cosí in gamba!
Comunque grazie, se non ti dispiace... Ma non ho la crema". "Fa
niente, useremo il sapone. Tu intanto lavati che io vado di lá." Mi chiudo
in camera a concentrarmi. Cazzo sto per fargli un massaggio. Un massaggio al
collo e alle spalle. Spalle nude, larghe forti, mmm... Bella datti una calmata
é solo un massaggio. Quando mi chiama é seduto nella tinozza con un ascuigamano
che copre tutto il secchio. Solo il busto é fuori. Cazzo. É praticamente una
statua di marmo, non c'é nulla che sguaglia lá. Da dietro posso vedere tutti i
muscoli tonici del collo, delle spalle... Le braccia muscolose e definite,
coperte da una peluria dello stesso colore dei capelli. Chissá com'é davanti...
Non ho il coraggio di gurardare e mi concentro sulla mia missione. Mi metto un
po' di sapone nelle mani bagnate e inizio a massaggiare la pelle calda e setosa
del collo, individuando rapidamente il muscolo interessato. Ogni tanto lo sento
gemere, non so dire se di dolore o per il piacere provocatogli dal massaggio.
Mi dedico un po' anche alle spalle e alla parte alta della schiena perché so
che il torcicollo interessa sempre anche un po' quella zona. Quando tutti i
muscoli contratti sono tornati morbidi, torno a passare le mani sul collo,
cosí, giusto per rilassarlo un po'. Lui si lascia completamente andare al mio
tocco. I riflessi del fuoco sulla sua pelle umida e lucida mentre continuo a
massaggiarlo, aggiungendo ogni tanto acqua e sapone, sono la cosa piú erotica
che abbia mai visto in vita mia. Eppure non sto facendo niente di particolare e
non sto toccando niente di peccaminoso... Sono cosí presa da quest' uomo che
dopo poco piú di ventiquattr'ore che lo conosco sarei disposta a fare per lui
le cose piú sconce. Non so proprio dove sia finita la Bella che conosco, che a
detta di James era un po' freddina a letto. Comincio a pensare che forse
semplicemente non provavo per il mio ex nemmeno un briciolo dell' attrazione
che sento per Edward. "Ecco, direi che ci siamo. Come ti senti?".
Tossisce e quando parla ha la voce leggermente roca, il che mi fa vibrare
immediatamente le zone basse. "Sei una fata Bella, hai le mani d' oro.
Domani facciamo il bis, stavolta offro io". Sgrano gli occhi e lui si
mette a ridere. Non posso nemeno pensare ad un' eventualitá del genere: io
nuda, le sue mani su di me... No, potrei morire di autocombustione.
Mentre
svuotiamo piano piano l' acqua un po' alla volta finché la tinozza pesa il
giusto, nessuno dei due parla, ma é un silenzio piacevole, stiamo semplicemente
lavorando in squadra. Credo che lo stare in silenzio senza imbarazzo sia una
delle cose che le coppie parecchio in sintonia raggiungono dopo un po' di
tempo. Sembra che fra di noi, invece, questo sia naturale. Forse sará perché la
situazione specifica in cui ci troviamo ha accelerato la confidenza fra noi
due. Sta di fatto che mi sento bene, mi sento utile a qualcosa. Mi metto a
preparare la cena e stasera faccio il bollito di carne e verdure, dato che si
gela e serve qualcosa per scaldarsi. C'é ancora piú di mezza torta e non faccio
altro. Domani credo che dovró fare il pane perché, se lui mangia a questi
ritmi, quello che c'é basterá appena stasera. Dopo cena mi fa i complimenti
ancora una volta. C'é chi paga uno strizza cervelli per recuperare l'
autostima, io invece sto facendo il pieno gratis, grazie ad una attore di
Holliwood, che il caso vuole essere anche un uomo gentile e generoso. Sono una
persona molto fortunata.
Ripetiamo
la routine serale senza troppi intoppi. Anche stavolta sembra che nessuno dei
due abbia voglia di dormire, ma stasera é lui che mi parla di se', della sua
famiglia. Scopro che é il secondo di tre fratelli maschi. Emmet é un Tenente
dei marines di trentaquattro anni. É sposato con Rose, la sua ragazza dei tempi
del liceo, ed hanno tre figli. Lui é il secondo ed ha trentun' anni. Lui non ha
fatto il militare perché quando hanno tirato a sorte il suo anno di nascita per
la coscrizione, stava girando un film e
ha ottenuto un rinvio, poi dopo non l' hanno piú chiamato e compiuti ventisette
anni ormai é fuori pericolo. "Non capisco questa stronzata della leva
obbligatoria. Mio fratello dopo il militare ha deciso di rimanere nell'
esercito a servire la patria ed é stato anche sedici mesi in Vietnam. Ci
scontriamo spesso perché io la penso diversamente da lui. Menomale che Nixon
prima di essere rieletto ha promesso di porre fine alla partecipazione al
conflitto e di togliere l'obbligo di coscrizione. Io peró non l' ho votato lo
stesso...". Lo ascolto mentre parla di politica. É affascinante come sia
informato e come l' argomento gli interessi. Stupidamente non avrei mai pensato
che un divo di Hollywood avesse cosí tanti interessi... Insomma, voglio dire,
ha costruito un bagno da solo! Vive come un eremita per fuggire allo stress!
Mentre mi bevo le sue parole rifletto che, fatto da lui, mi sembrerebbe lodevole
anche un uovo al tegamino. "E il piú piccolo é Jasper, ha ventisette anni
e fa l' avvocato con papá. Dei tre sono l' unico che, secondo mio padre, non fa
un lavoro onesto. Ma sono laureato in economia. Ho dovuto accettare di finire
gli studi per ottenere il permesso di seguire la carriera artistica. Mia madre
invece mi ha sempre appoggiato. Da giovane era un' attrice di teatro. Ho
ereditato da lei il gene, a quanto pare!". Come la notte precedente, ci
addormentiamo parlando.
La
mattina dopo mi sveglio di nuovo per prima. Sto cosí bene che non voglio aprire
gli occhi e mi grogiolo ancora un po' fra le sue braccia. Aspetta un momento!
Spalanco gli occhi e sono davvero fra le sue braccia! Stavolta sono io che lo
uso da cuscino, peró siamo uno di fronte all' altra su un fianco, la sua mano
posata sul mio sedere e l' altro braccio che mi stringe. Mentre respiro il
profumo della sua pelle, mescolato all' odore del sapone, mi sento quasi
stordita. Stamani non voglio davvero che si stacchi da me, voglio godermi la
sensazione di stare fra le sue braccia ancora un po'. Ha lo sguardo sereno
mentre dorme, una leggera ombreggiatura rossiccia gli ricopre la mandibola. É
sexy da morire con quelle labbra rosse e carnose. Deglutisco per resistere alla
tentazione di assaggiarle, ma una mano scappa al mio controllo e inizia a
disegnare i contorni del suo viso con un tocco leggerissimo. Ad un tratto apre
gli occhi cogliendomi in fallo. "Ehi tu, buongiorno!" Ma stavolta non
scappa, si limita a spostare la mano dal mio sedere con mio sommo dispiacere.
"Pare che non sia possibile dormire a distanza noi due, deve aver fatto un
freddo cane anche stanotte!" Il tono é scanzonato e non posso fare a meno
di ridere. Mi sposta i capelli che ho in faccia e trovo il gesto molto tenero.
"Pare che oggi tocchi a me farti le mie scuse... Non so come sono finita
ad usarti da cuscino". "Per lei signorina Swan questo ed altro! E
comunque confermo, la mia mano ha agito di sua volontá, anzi si scusa
profondamente per la posizione inappropriata durante il sonno!' Scoppio a
ridere e sono lieta che abbia sdrammatizzato con eleganza una situazione di per
se' imbarazzante.
La
mattinata si svolge piú o meno come ieri, mi concentro a pulire la camera e a
riordinare i cassetti e l' armadio. Trovo addirittura un kit di pronto soccorso
non scaduto e lo sistemo nel mobile del bagno. Edward sta lavorando all'
impianto dell' acqua calda, forse stasera ce la faccio a farmi una doccia.
"Come mai una star del cinema si intende di idraulica?" Lo canzono
mentre é impegnatissimo con dei tubi. "Quando ero piccolo mio nonno mi
portava spesso quassú e mi spiegava come cavarmela in caso di emergeza. E poi
il lavoro manuale mi aiuta a rilassarmi e a non pensare." Chissá quali
sono le cose da cui sta scappando... Non mi ha detto niente, ma avverto che ha
qualcosa che gli pesa addosso come un macigno. Faccio presto stamani a pulire e
mi rimane piú tempo per cucinare. Mi cimento nel mio pezzo forte, le lasagne.
Presto un profumino invitante si sparge per la stanza e me lo vedo arrivare
tutto sporco in cucina, sentendo chiaramente il brontolio del suo stomanco.
"Sai, penso che se continui cosí dovró iscrivermi in palestra e assumerti
come cuoca personale" E mi dimostra tutto il suo apprezzamento finendo
almeno metá della teglia. Dopo riordino e mi metto sul divano a leggere mentre
lui continua a prendere appunti sui copioni. Ho capito che questa é la sua
routine e mi ci adeguo volentieri. Fuori sembra aver smesso di piovere ma il
cielo é coperto. L' aria é strana e il cielo bianco, mentre la temperatura é
decisamente piú rigida. Senza accorgermene mi trovo addormentata e quando mi
sveglio fuori e buio. Una calda coperta mi avvolge e sono sdraiata con un
cuscino sotto la testa. Edward sta prepsrando l' acqua per il bagno, ma non é
piú macchiato come prima e ha dei vestiti puliti. "Ogni promessa é debito.
Oggi tocca a me farti un massaggio." Mi stropiccio gli occhi "Ma non
serve davvero. L' ho fatto con piacere e poi non ho il torcicollo." Senza
interrompersi nello scaldare l'acqua, mi sorride e perdo un colpo. "Ti sei
spaccata la schiena e questo posto non era cosí in ordine da quando c' era mia
nonna... Voglio sdebitarmi, ma siccome non so fare niente di particolare, a
parte aggiustare bagni e recitare, voglio farti un massaggio. Puoi accontentare
un povero e triste boscaiolo?" Scoppio a ridere perché la sua espressione
imbronciata é veramente impossibile da resistere. Immediatamente ripenso a
quanto poco ho riso mentre ero con James e soprattutto dopo. Con Edward mi
sento a mio agio anche se é molto piú grande di me. Mi sento sicura anche se la
situazione lá fuori non promette bene, ma mi sento anche serena perché con il
suo modo di fare rende il clima leggero. Mi domando cosa succederá poi, se
avremo occasione di vederci ancora. Mi rendo conto che questa situazione
surreale non durerá in eterno e mi prende un inaspettato groppo alla gola al
pensiero di lasciare questo rifugio... Mi sento molto piú me stessa e libera
rinchiusa in queste quattro mura di quanto non mi sia sentita in tutta la mia
vita e la cosa mi fa paura. Perché non puo' durare, perché non sará mai
possibile che nasca qualcosa di piú di un' amicizia, perché lui é un attore
famoso mentre io sono solo una ragazzina che ancora non sa bene cosa fare della
sua vita. I nostri mondi sono agli antipodi eppure qua, in questo posto
sperduto fra gli alberi, siamo semplicemente due persone che magicamente stanno
bene nella reciproca compagnia, nessuna differenza sociale o anagrafica, nessun
coinvolgimento esterno. Ho proprio paura che mi mancherà questo rifugio e anche
se mi costa ammetterlo so che mi mancherá ancora di piú il suo proprietario.
"Ehi
bell' addormentata! Ti pizzico sempre persa nei tuoi pensieri... Non conosco
nessuna ragazza come te che parli cosí poco. Sei veramente un tipo particolare
tu." Mi alzo con riluttanza perché anche se l' idea del bagno e
soprattutto delle mani di Edward addosso, mentre sono nuda e bagnata, parecchio
bagnata, mi alletta considerevolmente, non so come fingere un' indifferenza che
ormai sono sicura di non provare. Ho paura di esplodere e ho paura che se ne
accorga. Ho paura che pensi che sono solo una stupida ragazzina, magari una
gran cuoca, ma che si fa stupide illusioni pensando che possa nascere qualcosa,
quando in realtá sa benissimo che uno come lui le ragazze come me non le vede
nemmeno. Se si sente cosí a suo agio propomendomi una cosa del genere
probabilmente é proprio perché non gli faccio nessun effetto. Come due giorni
fa mi lascia da sola mentre mi spoglio e mi infilo in acqua. Se il suo busto
era quasi tutto fuori, io mi trovo invece con l' acqua quasi sotto al mento. Se
mi deve fare un massaggio (perché si sia incaponito con questa storia lo sa
solo lui) devo trovare il modo di sedermi piú diritta possibile e coprirmi bene
con l' asciugamano messo sopra la tinozza, come ha fatto lui. Mentre rientra
con dei vestiti puliti per me, mi fa spaventare e l' asciugamano che mi sto
sistemando addosso si bagna rovinosamente. "Pronta per il trattamento
Cullen special?" Cerca di non guardare, ma lo vedo che, mentre si spalma
le mani di olio (di olio?! Speriamo non sia quello della cucina...), non riesce
ad astenersi da buttare lo sguardo furtivamente sull' asciugamano che in parte
é sul bordo della tinozza e in parte immerso in acqua a coprire, ma anche
fasciare le mie tette. Forse dovrei impedirgli di iniziare con qualche scusa,
il buonsenso mi direbbe di farlo, ma ho troppa voglia di sentirmi addosso
quelle mani grandi che adesso si stanno scaldando sfregando fra loro, lucide di
olio. Non ce l' ho questa forza. Vorrá dire che moriró per autocombustione, ma
non voglio vivere col rimorso di non averlo fatto... Voglio godermi tutto
quello che passa il convento, per il resto avró tempo quando saró a casa,
proprio come quando ho deciso di andare a trovare Alice, voglio lasciarmi
andare e fare quello che mi va, dato che fare la brava ragazza non mi ha
portato da nessuna parte.
Senza
avvisarmi mi appoggia le mani alla base del collo. Sono davvero calde e a
contatto con la pelle umida mi fanno venire i brividi. Ce l' ho dietro, ma sono
sicura che si é accorto dell' effetto che mi ha fatto e che adesso dall' alto
sta guardando dove i miei capezzoli si intravedono eretti, attraverso la stoffa
bagnate dell' asciugamano. Inizia a massaggiarmi il collo e, a dispetto della
dimensione delle sue mani, scopro che sono morbide e delicate. Se avessi una
contrattura questo tipo di massaggio non servirebbe a molto perché molto simile
ad una carezza. Con le dita inizia a lavorare la linea della mia colonna
vertebrale e io piego la testa in avanti per dargli migliore accesso. Lo sento
spostare con le dita alcune piccle ciocche di capelli, sfuggite allo chignon
che ho improvvisato per non bagnarmeli, che sono diventate umide a causa del
vapore che esce dalla tinozza. Gli unici suoni che percepisco, mentre mi
rilasso ad occhi chiusi, sono lo scoppiettare del fuoco nel camino e il rumore
dei nostri respiri. Lui non parla, probabilente concentrato su quello che sta
facendo. Piano piano inizia a scendere con le mani sulle mie spalle,
intensificando leggermente la pressione dei palmi e delle dita. Rialzo la testa
rimanendo ad occhi chiusi mentre lui continua a far scivolare quelle bellissime
mani sul mio corpo. Ringrazio il cielo di essere in acqua perché altrimenti
avrei bagnato i vestiti. Lui non lo sa, ma mentre mi tocca le spalle e la parte
alta della schiena e delle braccia, sto immaginando il suo tocco in tutt' altre
zone e anzi sto pregando perché quelle lunghe dita meravigliose decidano per
conto loro di esplorare tutto quello che rimane coperto dall' asciugamano
bagnato. Il mio seno in questo momento é ipersensibile e i capezzoli sono
turgidi a contatto con la stoffa ruvida e resa pesante dall' acqua. Ho bisogno
di alleviare la tensione che si sta accumulando fra le mie gambe e che sento
vibrare fra le mie pareti interne. Sta diventando quasi insostenibile. Se fossi
certa di non essere vista, inizierei a toccarmi per trovare un po' di sollievo,
ma rimango ferma, immobile. Poi, ad un certo punto, realizzo che e sue dita stanno
arrivando sempre piú in giú. I suoi palmi non sono piú dietro le mie spalle ma
sopra, di consequenza le dita si trovano vicinissime al limite di pelle
scoperta, andando pericolosamente vicino al bordo dell' asciugamano. Questo
sarebbe il momento di fermarlo, di fargli capire che non puó andare oltre, ma
ho cosí tanta voglia che invece si faccia piú audace che non accenno a nessun
tipo di protesta. Forse incoraggiato dal mio silenzio o forse perché, anche se
sono solo io e non qualche bellisima attrice, l' occasione fa l' uomo ladro, i
suoi polpastrelli entrano in contatto con il bordo dell' asciugamano e iniziano
a spingerlo un po' piú in basso, lentamente, impercettibilmente, fino a quando
le sue dita sono nella parte alta del mio seno, vicino alle ascelle, ma anche
in mezzo, nell' incavo. Non riesco a credere che stia succedendo davvero, che
abbia trovato la voglia di spingersi un po' oltre, avvicinandosi
pericolosamente al punto in cui sarebbe difficile negare che lo stia facendo
apposta. Sono tesa come una corda di violino quando interrompe il filo dei miei
pensieri schiarendosi la voce. "Ehi... L' acqua si sta raffreddando...
Penso che dovresti uscire prima che sia troppo tardi...". Si asciuga le
mani ad uno straccio e torna verso di me con una coperta per farmi da paravento
contro il freddo, come l' altra volta. Siamo sempre noi e la stanza é la
stessa, ma é come se l' atmosfera fosse completamente diversa. Siamo in
silenzio tutti e due e stavolta non accenna nemmeno al fatto di doversi girare,
anzi, quando mi alzo dandogli le spalle, sono pienamente consapevole di avere i
suoi occhi addosso, mentre probabilmente sta scandagliando ogni centimetro
della mia pelle esposta. Prendo velocemente l' asciugamano e mi copro, non
provo imbarazzo, mai come ora in vita mia sono stata consapevole del mio corpo
e mi sono sentita cosí donna. James non mi ha mai guardato cosí o almeno il suo
sguardo non mi ha mai provocato niente di lontanamente simile al turbine di
emozioni che sto provando adesso.
Mi vesto
rapidamente mentre lui sparisce dalla stanza e noto che mi ha portato una
maglia in piú. La temperatura é decisamente piú bassa dei giorni scorsi e
affacciandomi alla finestra mi accorgo che sta nevicando pesantemente. Dalla
quantitá di neve realizzo che probabilmente ha iniziato a nevicare mentre
dormivo. Dopo cena faccio per iniziare a pulire per muovermi un po', dato che
lontano dal camino é decisamente freddo.
"Lascia stare, stasera faccio io, stai tremando. Vai a metterti sul
divano sotto la coperta. Appena finisco vado ad accendere il camino in
camera." Mentre mi parla, mi sposta delicatamente dal lavandino posando
tutte e due le mani sui miei fianchi poi mi accompagna sul divano posando un
braccio sulle mie spalle. Aspetta che mi sieda e mi copre facendomi una carezza
sulla guancia con il dorso della mano. Sono due giorni che sono qui, ma non mi
aveva mai toccato cosí, almeno non intenzionalmente... C'é un che di tenero dei
suoi gesti, nella carezza, nel cingermi la vita di poco fa, che é evidentemente
voluto e mi sembra di avere un groppo allo stomaco. Sono sempre piú convinta
che sará durissima staccarsi da tutto questo, da questo rifugio, da Edward, ma
soprattutto dalle sensazioni che mi provoca e che mi fanno sentire viva come
mai prima d' ora.
"Bella,
di lá in camera il fuoco é acceso e c'é caldo, ma ho messo anche una coperta in
piú per sicurezza. Sarebbe meglio andare a letto dato che rischia di fare
ancora piú freddo e questa stanza é troppo grande per scaldarsi a dovere".
"Ok". Mi alzo ed entro in camera ed effettuvamente é
impercettibilmente piú caldo. "Sono previste gelate stanotte, la
temperatura andrà molto sotto lo zero. Non dovremo avere comunque problemi qui,
stai tranquilla". E lo sono. Come mai prima d' ora. Mi spoglio dei
maglioni e rimamgo come al solito con la maglietta e le mutande mentre lui fa
lo stesso, senza curarsi nessuno dei due di voltarsi per dare all' altro un po'
di privacy. Mi metto sotto le coperte e lui mi segue subito dopo. Io
rabbrividisco perché le lenzuola stasera sono fredde. "Ehi... Dato che
comunque mi sa tanto che ci avvicineremo piú tardi, che ne dici se provo a
scaldarti un po' almeno fino a che non ti sei temperata". Cosí dicendo, si
mette su un fianco e allarga le braccia per farmi spazio. Io non me lo faccio
ripetere e mi rifugio nel suo abbraccio, godendomi il calore del suo corpo. Lui
ha il mento appoggiato sui miei capelli e sento il suo respiro solleticarmi.
"Lo vuoi sapere perché sono in esilio quassú in pieno inverno?". A
dire il vero immaginavo ci fosse qualcosa... "Se ti fa piacere, ti
ascolto, ma non sentirti obbligato perché ti ho praticamente raccontato tutta
la mia vita...". "Ti é capitato di leggere i giornali prima di
partire per il parco naturale settimana scorsa?". "No... In effetti
sono stata un po' fuori dal mondo ultimamente, fra gli esami e il
resto...". "Si insomma, circa un mese fa la mia fidanzata é stata
fotografata in ateggiamenti compromettenti con il regista dell' ultimo film che
ha girato". Mi sento in imbarazzo perché ignoro chi sia questa lei...
"E chi sarebbe lei? É un' attrice?". Lui sorride e continua "Lo
sai che cosa mi piace di te? É che sei completamente estranea a tutto quello
che conosco e sí é un' attrice. Si chiama Tanya Denali". Spalanco la bocca
perché é famossissima e bravissima ed é la donna piú bella che abbia mai
visto... "Stavamo insieme da diversi anni e... Sí insomma stavo per
chiederle di sposarmi. É stato un brutto colpo. Sono entrato in crisi, ma non
perché abbia sofferto piú di tanto, al contrario. Perché mi sono sentito
sollevato. Perché mi sono reso conto che era tutta una farsa, una cosa di
convenienza. Improvvisamente mi sono sentito nauseato da tutto quel mondo di
cui sono stato felice di far parte. Ho iniziato a mettere in discussione il
fatto stesso di voler continuare a recitare. E allora due settimane fa sono
partito. Un po' per evitare i goffi tentativi di Tania di farsi perdonare, un
po' perché ho bisogno di trovare il mio centro, proprio come te. É buffo
vero?". "Che cosa esattamente?". "Che io e te, cosí diversi,
ci ritroviamo qua per vie traverse per lo stesso motivo. Mi sento piú in
sintonia con te anche se ti conosco da appena due giorni che con tutta la gente
che frequento abitualmente. Eppure... Eppure sei cosí giovane, ma hai molta piú
maturitá tu di tutti quelli che pretendono di indirizzarti in una vita che non
senti tua. Sei cosí fresca e genuina...". "Edward io non credo che
dovresti lasciar perdere la tua carriera per la falsitá delle persone che ti
sono intorno. Voglio dire tu sei un attore molto bravo ed é la tua passione,
come tua madre, lo hai detto tu. Ma sei anche altro, non c'é bisogno di
rinunciare ad una parte di te. Potresti fare la vita che preferisci pur
mantenendo la tua professione... Dipende da te, fare quello che to rende
felice, cosí come dipende da me lavorare per la mia felicitá, anche andando
contro le aspettative dei miei genitori se necessario e frequentare le persone
che preferisco. In fondo James mi ha fatto un piacere tradendomi, perché
altrimenti adesso starei continuando la mia vita di prima e chissá cosa sarebbe
successo quando mi fossi accorta in
futuro che non era quello che volevo...". Non risponde, ma prende ad
accarezzarmi i capelli fino a quando non mi trovo addormentata.
Mi
sveglio si soprassalto nella notte con una sensazione di gelo addosso. Sono
sola nel letto e il fuoco é spento. Mi accomodo meglio sotto le coperte ma ho
freddo lo stesso "Edward!". Sento dei passi che provengono dal bagno
e poi la porta di camera si apre lasciando entrare dell' aria fredda. Istintivamente
mi alzo "Ehi che fa mettiti sotto". "Mi sono svelgiata e non
c'eri..."."Scusami... Sai dovevo andare in bagno e ho pensato che non
valesse la pena svegliarti e poi... Si insomma son cose personali!". Mi fa
la linguaccia e capisco che é tornato l'Edward che ho imparato a conoscere.
"Riaccendo il fuoco se vuoi?"."No, penso che se torni tu non ci
siano problemi, sei una stufa...". Invece probabilmente perché é stato
furoi dal letto lo sento ghiacciato quando entra sotto le coperte e inizio a
battere i denti. "Stai morendo di freddo... É colpa mia mi dispiace".
Per tutta risposta ritorno a posizionarmi fra le sue braccia su di un fianco
perché sono sicira che nel giro di due minuti sará di nuovo bollente. Per
aiutarmi a scaldarmi inizia a massaggiarmi con una mano il braccio e con
l'altra la schiena. Ben presto smetto di tremare, ma lui continua ad
accarezzarmi, i movimenti sempre piú lenti. Alzo la testa e lo guardo negli
occhi perché non capisco... O meglio non voglio fraintendere, non mi sembra
possibile.
La sua
mano dal braccio scende lentamente ad accarezzarmi il fiaco, sono scoperta
perché la maglietta si é spostata mentre lui mi massaggiava la schiena, adesso
la sua mano dietro di me é ferma e sento che mi sta tenendo vicina al suo
corpo. L'altra continua il suo percorso lungo l' esterno della mia gamba per
poi risalire. I suoi occhi non staccano un attimo il contatto visivo e io
inizio di nuovo a tremare impercettibilmente, stavolta non per il freddo. Si
ferma quando si trova di nuovo sul mio fianco, il tocco non é leggero. Sento le
sue dita afferrare la mia carne, mi sta stringendo a se' nuovamente. Siamo
faccia a faccia e i nostri corpi sono separati solo dal sottile strato di
cotone delle magliette. Il cuore mi batte cosí forte in petto che temo possa
sentirlo anche lui. "Voglio continuare ad accarezzarti Bella... Come ho
fatto oggi, piú di quanto non abbia fatto oggi...". Non rispondo ma non lo
fermo, non voglio fermarlo, voglio sentire le sue mani ovunque. Non so dove mi
porterá tutto questo, so che non ho mai desiderato tanto qualcosa in vita mia.
Alza il bordo della maglietta e inizia a farmi sentire il calore del palmo
sulla vita, é lenta la sua salita, fino a quando le sue dita sfiorare la pelle
sotto il seno. "Posso accarezzarti ancora Bella? Dappertutto, voglio
toccare ogni centimetro del tuo corpo meraviglioso." Ma resta fermo come a
cercare una conferma da parte mia. "Voglio che mi accarezzi Edward".
Era quello che stava aspettando per lasciarsi andare. Con un po' di esitazione
sale fino ad al seno, piegando la mano a coppa per contenerlo completamente.
Anche l' altra mano adesso si é fatta strada sotto la maglietta ed é appoggoata
dulla mia pelle nuda. Risale fino a cingermi la spalla da dietro, poi mi
accarezza il collo. Contemporaneamente lascia il seno e torna a muoversi verso
il basso, quando incontra l'ostacolo della stoffa degli slip la scosta senza
troppe cerimonie per passare dentro ed arrivare a stringermi le natiche poi,
senza uscire, scende di nuovo verso la coscia e me la alza sul suo fianco,
portandosi dietro lo slip, che essendo suo mi sta largo e gli lascia liberá di
movimento. "Ho desiderato toccarti dal momento che ti ho vista nuda
nell'acqua due giorni fa Bella... E Dio solo sa cosa non mi ci é voluto per
resistere...". Nella posizione in cui mi trovo, schiacciata al suo petto,
con una gamba sulla sua vita mi trovo costretta ad appoggiarmi con la schiena
al materasso e lui si fa strada in mezzo alle mie gambe, portando il suo peso
su di me. A questo punto é troppo per me per continuare a rimanere ferma, ho
bisogno di fare qualcosa per veicolare la tensione che sento crescere di pari
passo all' aumentare del ritmo dei nostri respiri. Cerco di abbandorare la mia
timidezza, gli accarezzo le spalle e gli cingo il collo tirandolo a me fino a
quando sento le sue labbra sulle mie. Ci mette un secondo ad accontentarmi e
inizia a baciarmi con passione, a lungo, mi succhia il labbro inferiore poi con
la lingua si fa strada nella mia bocca e in quel momento credo di impazzire. La
mia lingua si intreccia immediatamente alla sua, con un' audacia che non ho mai
conosciuto. Anche se é lui a condurre il gioco, sono tutt' altro che passiva in
questo bacio. Le nostre lingue si cercano e lottano per la supremazia fino a
quando non siamo costretti a interromperci per riprendere fiato. La mia maglia
é stropocciata e ormai completamente sotto al mio collo. Non so quando l' ha
spostata o quando ha ricominciato a stringermi il seno e a stuzzicarmi il
capezzolo con il pollice, ma sono piú che consapevole dei brividi di piacere
che mi percorrono la schiena. Puntandosi sui gomiti con tutte e due la braccia
si dedica con le mani ai miei seni, i suoi movimenti sono frenetici e i suoi
occhi ancora non si staccano dai miei. É cosí erotico che non perda neanche un
attimo il contatto visivo, mi fa percepire che mi vuole, proprio me, proprio
adesso. Vuole cogliere ogni espressione del mio volto in risposta a quello che
mi fa. Il mio corpo é in allerta bombardato dalle sensazioni che mi procura con
gli occhi, con il suo peso fra le mie gambe, le sue mani che stanno facendo l'
amore con il mio seno. Non sono mai stata toccata cosí, sembra che brami il
contatto con me come un assetato cerca l' acqua nel deserto. Mi sento
destabilizzata dall' intensitá di questo momento e chiudo gli occhi
"Guardami Bella, guarda, voglio tutto di te, non solo il tuo corpo, voglio
prenderti l' anima" e si avventa di nuovo sulla mia bocca, mi lascia
ansimante con le mani nei suoi capelli, mi bacia il collo, con la lingua traccia
scie roventi lungo le clavicole e poi scende a leccare l' incavo fra i miei
seni. Si porta in ginocchio facendomi divaricare ulteriormente le gambe, la sua
figura mi sovrasta completamente adesso. Mi fa lazare le braccia mentre mi
sfila la maglietta di dosso poi si lascia scivolare di nuovo, stendendosi sopra
di me. Riprende a baciarmi da dove si era fermato, con una mano si porta un
seno alla bocca, con l'altra sostiene il proprio peso. La lingua stuzzica il
capezzolo, apre la bocca cercando di far entrare piú carne possibile dentro per
poi iniziare a succhiare, forte, con insistenza fino a quando non mi strappa un
gemito. Ripete tutto dall' altro lato lasciandomi completamente sconvolta e
tremante "Sei bellissima, Dio mi fai impazzire...". Mi prende completamente
alla sprovvista quando riabbassa la testa e inizia scendere, lasciando una scia
di baci umidi sul mio stomaco, la lingua si infila nel mio ombelico
procurandomi scosse di piacere al basso ventre. So cosa sta per fare e mi
imbarazza, inconsapevolmente tento di divincolarmi ma mi tiene ferma
afferrandomi per i fianchi. Con le dita prende l' elastico degli slip e inizia
a farli scorrere lungo le cosce, costringendomi a sollevare le gambe perché
possa togliermeli. Non perde tempo e mi fa allargare di nuovo, esposta al suo
sguardo. Sembra che sia affamato, l' espressione stravolta dal desiderio.
Premendo con palmi sull' interno delle mie cosce mi fa divaricare
completamente, di riflesso appoggio le mie mani sulle sue, ma non si ferma. Con
i pollici allarga le mie labbra e con la bocca é su di me. Io pensavo di aver
perso il contatto con la realtá giá da tempo, invece quando la sua limgua
inizia a giocare con il mio clitoride mi trovo immediatamente catapultata qui e
ora, la tensione quasi insostenibile. Questo suo gioco diventa ben presto una
cosa seria e la sua lingua é insistente, la pressione su di me cresce e di
paripasso cresce il piacere che mi provoca. Inarco la schiena quando sento
montare l' orgasmo, lui se ne accorge e mi penetra con un dito iniziando a stimolarmi
con movimenti rotatori. Tutte queste sensazioni sono troppo e vengo
violentemente intorno al suo dito che non si ferma, nemmeno quando mi lascio
andare sul materasso completamente vinta, anzi inserisce un secondo dito e
spinge vigorosamente dentro e fuori portandomi rapidamente di nuovo a godere
per poi lasciarmi vuota e portarsi le dita alla bocca per succhiarle. É la cosa
piú eccitante che abbia mai visto, é troppo. Adesso sono io che non voglio
staccare lo sguardo, voglio che queste immagini rimangano impresse a fuoco
nella mia mente. Si stende di nuovo su di me e con una mano guida la sua
erezione alla mia entrata. Strofina la punta lungo la mia fessura per bagnarla
dei miei umori e mi guarda, cercando nei miei occhi l'assenzo definitivo. Trovo
la forza di parlare, la voce roca "Ti voglio, ti prego...".
"Cercheró di fare piano... Se ti faccio male dimmelo". Con una serie
di spinte si fa strada dentro al mio corpo, sento tirare mentre mi allarga
piano piano poi con un' ultima spinta é tutto dentro di me, riempiendomi all'
inverosimile. Non vorrei pensare a James in quesro momento, ma il paragone mi
nasce spontaneo e non c'è storia, Edward é decisamente piú grande. Rimane fermo
lasciandomi il tempo di aggiustarmi intorno a lui poi non resiste oltre e
inizia a spingere lentamente e a fondo, dentro e fuori, dentro e fuori. Mi
sembra di impazzire, la frizione non é sufficiente e gli intreccio le gambe
alla vita consentendogli di entrare ancora piú profondamente mentre inizio ad
andare incontro ai colpi del suo bacino. Capisce che non deve piú trattenersi e
comincia a pompare forte, i suoi colpi mi squassano completamente e mi
spostano. Mi rendo conto che ci stiamo spostando verso la testata del letto, ma
lui non accenna a rallentare, lo sguardo ipnotizzato dai movimenti del mio seno
che si muove a tempo con le sue stoccate. Allungo le braccia sopra la testa e
premo contro la parete assorbendo con il corpo tutta la potenza ad ogni singolo
colpo. Non sono mai stata molto per vocalizzare durante il sesso ma questa
furia, questa passione mi strappano gemiti sempre piú intensi e questo sembra
fargli perdere la testa. Sono vicina a venire di nuovo e di nuovo lo
percepisce, quindi con un braccio mi solleva il bacino facendomi inarcare la
schiema e con l' altra mano torna a toccarmi il clitoride descrivendo cerchi
frenetici fino a quando non raggiungo l' orgasmo per la seconda volta,
contraendomi vigorosamente intorno alla sua asta e strappandogli un gemito
strozzato. Aiutandosi con tutte e due le mani mi tiene per il bacino e i suoi
movimenti si fanno sempre piú veloci e convulsi . É bellissimo quando lascia
andare indierro la testa nel momento di piacere piú intenso, appena un istante
prima di svuotarsi completamente dentro di me. Ancora qualche movimento e si ferma
lasciandosi scivolare sopra il mio corpo esausto, con la testa nell' incavo del
mio collo.
Rimaniamo
ancora uniti per un po' mentre i nostri respiri si normalizzano. Non so se é lo
stesso per lui, ma per me é stata l' esperienza migliore della mia vita. Mi
sento pienamente soddisfatra, sono felice. Lascio a domani le considerazioni.
Scivola fuori e si lascia cadere al mio fianco poi mi tira a se'. Nessuno dei
due proferisce parola, tutti e due ancora scossi dall' intensitá di quello che
é appena successo. Lentamente ci addormentiamo sfiniti.
La
mattima dopo sono svegliata da qualcosa che mi solletica il collo. É lui che mi
sta baciando. Gli do le spalle e lui mi sta abbracciando da dietro con una mano
sul seno. Sto per chiedermi come mai quando realizzo della notte appena
trascorsa e vorrei prendermi a schiaffi. "Ehi bellezza...
Buongiorno!" Imbarazzatissima non mi giro, ma gli rispondo. "Ehm...
Buongiorno". Continua a darmi dei piccoli baci a fior di labbra fra il
collo e la spalla e immediatamente mi vengono i brividi. "Come stai?"
la mano che gioca distrattamente col mio seno. "Ancora un po' intontita
dal sonno..." In realtá sono sveglissima e con tutti i sensi in allerta
per via delle attenzioni che sto ricevendo. "No, intendevo... Volevo
sapere se sei dolorante" Uh... Forse intende se mi fa male sotto, ma per
la veritá va alla grande in quella zona... Per precisare cosa intende, la mano
inizia a diregnare cerchi sulla mia pancia e si avvicina all' inguine dove posa
la mano a palmo aperto "Pensavo che... Si insomma lo so di non essere di
dimensioni esageratamente grandi, ma nemmeno nella media e tu sei cosí
minuta...". Deglutisco. "No, sto bene davvero". Forse é quello
che sperava, forse cercava un espediente, ma appena dopo le mie parole le sue
dita si fanno strada ancora piú in basso, intrufolandosi fra le mie gambe fino
a trovare il mio centro pulsante che inizia a massaggiare. Con le dita dell'
altra mano mi accarezza le labbra e mi fa schiudere la bocca piegando
leggermente il pollice al suo interno. "Non sei stata con nessuno da
quando quel coglione del tuo ex ti ha lasciato vero?" Faccio cenno di no
con la testa. "L' ho capito perché... Cazzo Bella sei dannatamente
stretta... Mi hai fatto impazzire stanotte." Le sue carezze sotto iniziano
a diventare piú pressanti a mano a mano che parla, mi fa spostare la gamba
cambiando angolazione del braccio, in modo da potermi penetrare con due dita
mentre col pollice continua a descrivere cerchi sul mio clitoride, iniziando a
stimolarmi lentamente ma con costanza. Istintivamente inarco la schiena e lui
nasconde la testa nell' incavo del collo. "Bella, volevo dirti che ieri
notte per me non é stata una semplice avventura..." Bacio "Per me é
stato importante, non voglio che tu pensi che abbia semplicemente colto un'
occasione." Bacio. "Ho cercato di resistere alla tentazione, ti giuro
ci ho provato..." Lingua. "Sei cosí giovane e bella. Sei tutto ció
che ho sempre cercato in una donna... Lo so che ci conosciamo da appena tre
giorni..." Un po' quella mano, un po' le sue parole... Sto partendo per la
tangente... Giro la testa come posso e con la mano gli faccio avvicimare il
viso per baciarlo, prima peró gli parlo sulle labbra. "Edward, lo volevo
anche io e ti posso assicurare che non sono il tipo di ragazza che va a letto
col primo che capita..." Mi fa tacere anticipandomi e chiudendomi la bocca
con le sue labbra. Con la mano mi tiene il collo e con le dita il mento per
assicurarsi di non interrompere il bacio, cosí come non sta interrompendsi
mentre mi masturba . Io sono sul punto di venire... "Cazzo bella, sei cosí
bagnata per me, cosí morbida..." Con una leggera pressione del busto mi fa
stendere sulla pancia, con le ginocchia mi fa divaricare le gambe e prende
posto in mezzo, direzionando la sua asta alla mia apertura, dove entra con un'
unica e profonda spinta facendomi sussultare. "Volevo dirti mille cose
Bella, volevo rassicurarti... Ma non riesco a resisterti... Mi fai perfere ogni
freno". Inizia a pompare duro come ieri sera, mi tiene schiacciata al materazzo
col suo corpo. Cerco di andargli incontro inarcando la schiena. Non ho mai
fatto l' amore cosí, é bellissimo, mi sento sopraffatta dal suo corpo e
completamente in suo potere. Il contrasto fra la dolcezza delle sue parole e il
modo rude in cui mi scopa mi fa impazzire. Mi passa un braccio intorno alla
vita per farmi piegare ancora di piú verso di lui e va avanti ancora un po' poi
si alza sulle ginocchia tirando in alto il mio bacino e facendo inginocchiare
anche me. Mi tiene comunque il busto schiacciato al materasso appoggiandomi una
mano alla base del collo mentre con l' altra mi tiene per i fianchi e mi porta
incontro al suo bacino ad ogni singola spinta. Sono completamente aperta cosí e
riesca ad arrivare molto piú profondamente dentro di me. Cambia ritmo all'
improvviso uscendo del tutto per poi rientrare violentemenre, tanto da farmi
cacciare un urlo, piú per la sorpresa che per il disagio. Ripete il movimento
piú e piú volte, ormai sono pronta a riceverlo ad ogni colpo e il piacere é
fortissimo. Sono quasi al limite e lo raggiungo rapidamente quando lascia il
mio collo per spostare la mano sul clitoride e sfregarlo vigorosamente. Vengo
con un urlo e sento le gambe cedere, ma lui mi sostiene e mi fa alzare il busto
facendomi sedere sulle sue ginocchia con la schiena appoggiata al suo petto. Mi
da il tempo per riprendermi rallentando il ritmo mentre mi tiene abbracciata
forte a se' poi lo sento di nuovo aumentare l' intensitá delle stoccate, una
mano che mi cinge il collo e l'altro braccio che mi tiene ancorata, impedendomi
di sobbalzare ad ogni colpo e facendomi assorbire tutta l' intensitá delle
spinte. "Voglio farti venire ancora Bella... Sei magnifica quando vieni,
mi fa impazzire quando mi stringi dentro di te." Mi parla ansimando in
preda al piacere. Con un braccio raggiungo dietro la sua spalla cercando di
ancorarmi come posso, lui ancora una volta lascia il mio collo e riprende a
masturbarmi con forza per accellerare il mio orgasmo, coscente di essere vicino
anche lui al culmine. Veniamo insieme stavolta ed é meraviglioso. Lui si siede
sui talloni e mi abbraccia forte per non farmi cadere.
Cazzo che
risveglio stamani, quasi quasi ci metto la firma... Effettivamente quando mi fa
sdraiare di nuovo sul letto realizzo di essere effettivamente dolorante, non
dove temeva lui peró... Mi fa male la schiena e mi dolgono dei muscoli che
ignoravo di avere. Ancora una volta mi viene naturale paragonare quello che ho
vissuto adesso al sesso con James e non c' é storia... Edward ha un che di
animale quando mi prende che mi fa perdere ogni freno, al confronto con James
non era nemmeno sesso, forse solo un misero esercizio fisico. Difficilmente mi
faceva venire e di sicuro non due volte di fila. Mi sento un mollusco quando mi
alzo per andare in bagno "Se vuoi possiamo fare una doccia...".
"Una doccia!?". "Adesso l'acqua calda funziona!" Lo sguardo
fra il colpevole e il canzonatorio mi fa capire che forse mi sbagliavo a
pensare che non fosse possibile che provasse attrazione nei miei confronti. Anche
se non capisco cosa ci trovi in me, mi rendo conto che senza dubbio ieri mi ha
lasciato credere che la doccia non funzionasse ancora di proposito, per potermi
toccare... Dovrei essere arrabbiata per questa piccola bugia e invece mi
lusinga che abbia architettato tutto per trovare una scusa per vedermi nuda.
Stiamo
bevendo il caffé al tavolo della cucina poi si alza perché sono le dieci e ha
un appuntamento alla radio con il suo agente che lo informa che i soccorsi, per
il momento, sono impegnati nei paesi limitrofi interessati dall' alluvione.
Passeranno ancora alcuni giorni prima che abbiano modo di liberare la strada
dai detriti lasciati dall' alluvione e metterla in sicurezza. La neve che non
ha ancora smesso di scendere rende le cose ancora piú complicate. Se fino a
ieri il pensiero di ció che mi aspetta lá fuori mi terrorizzava, adesso é l'
ultimo dei miei pensieri. Non voglio che liberino la strada, non voglio dover
andar via dal rifugio, non voglio dover lasciare Edward. Anche se mi ha detto
quelle cose prima, so benissimo che per noi sará impossibile portare avanti un
qualsiasi tipo di rapporto. Voglio dire... Io ho la scuola, lui il suo lavoro
che lo porta a giro per il mondo... Se dentro alla nostra piccola bolla la
realtá non ci tocca, la fuori non ci sono i presupposti perché possa nascere
qualcosa. Non voglio nemmeno illudermi che lui abbia intenzioni serie con me...
Quello che voglio è che quest' avventura non finisca per non dovermi scontrare
con la dura veritá della vita. Dubito anche che mio padre mi permetterebbe di
frequentarlo... Un' uomo di dieci anni piú grande e per di piú senza un lavoro
onesto, nell' accezione del termine che gli dá mio padre... Sono sicura che l'
ho giá deluso quando ha scoperto della mia vacanza da Alice, non oso pensare
cosa dirá della macchina che adesso sará da qualche parte sotto i residui della
frana. Ma adesso non voglio pensarci, non qui, non ora. "Ehi Bella, stai
tanquilla... I tuoi genitori sono stati avvisati che sei al sicuro".
"Mio padre mi ammazza". "Perché? Sei maggiorenne no?"."Non
é quello... O almeno non solo, lui non sapeva del mio viaggio. Adesso sono qui
da sola con te... Non sapeva nemmeno che James abitava con me...".
"Non preoccuparti Bella, parleró io con lui, gli diró che ho intenzioni
serie con sua figlia, saprá capire...". "Non voglio che liberino la
strada Edward. So che non é realistico ma vorrei restare cosí come
adeso..."."Cosa ti fa paura?". "Adesso siamo soli, poi peró
tu hai la tua vita e io... Sono solo io...". Mi guarda serio e mi fa
sedere sulle sue ginocchia accarezzandomi i capelli. "Bella io lo so che
hai perso la fiducia nel genere maschile quando il cretino ti ha tradito... So
anche che la mia categoria ha fama di essere volubile sentimentalmente... Ma ti
assicuro che credo fermamente in ogni parola che ti ho detto. Dammi il
beneficio del dubbio, dammi la possibilitá di guadagnarmi la tua fiducia, ti
dimostreró che non ti sto mentendo. Per me sei davvero importante".
"Ci conosciamo solo da pochi giorni, come fai ad essere cosí
sicuro?". "Bella ho avuto tante storie, tante donne, tante avventure,
ma ti posso assicirare di non aver mai provato niente di simile per nessuna,
nemmeno per Tania e per un certo periodo ho pensato addirittura di sposarla. Ho
pensato alle ripercussioni che potrebbero esserci per tutti e due... É vero che
sei tanto più giovane di me e non ho agito a cuor leggero. Non ho potuto
evitarlo comunque perchè mi sento troppo attratto da te. Sei speciale Bella, mi
hai preso totalmente anima e corpo. Mi fai sentire bene, ti sei presa cura di me
in maniera cosí dolce, con discrezione, con le piccole cose, mi fai sentire a
casa, quando erano anni che non provavo una sensazione simile. Non ho mai
creduto al colpo di fulmine o alla storia dell' anima gemella, ma ti assicuro
che quello che sento si avvicina molto a tutto questo. Ti chiedo solo di darmi
il beneficio del dubbio... Dammi la tua fiducia e ti prometto che troveremo il
modo di far funzionare tutto anche lá fuori". "Ok". Ma non sono
convinta. Ora che mi ha parlato cosí so di essere ancora piú incasinata. Potevo
pensare di fare a meno di un amante praticamente perfetto, certo soffrendo, ma
non avevo messo in conto implicazioni sentimentali, non subito. Il problema é
che capisco fin troppo bene quello che dice perché anch' io mi sento in sintonia
con lui come se lo conoscessi da sempre. Mi fa stare bene, mi fa sorridere, mi
fa sentire protetta e coccolata. Mi piacciono il suo modo di fare scanzonato a
volte, il suo sorriso, le sue mani... Dio le sue mani! Ho paura che mi faccia
perdere la testa a tal punto che stavolta, se dovesse cambaire idea, sará dura
raccogliere i cocci, molto peggio che dopo James. Mi viene anche da domandarmi
se quello che c'é stato fosse davvero amore oppure soltanto abitudine o senso
del dovere...
I giorni
successivi si accavallano uno dietro l' altro in un turbinio di emozioni, di
risate, di passione. Passiamo quasi tutto il tempo a fare l'amore, non c'é
superficie dentro al rifugo che non abbiamo battezzato. Lui é praticamente
instancabile e io sono piú che felice di assecondarlo. Quando non siamo
impegnati a fare l'amore io continuo a cucinare per lui e ad occuparmi della
pulizia, mentre lui porta a termine i lavori in bagno e continua a leggere i
suoi copioni. Ancora non ha veramente deciso se accettare qualche lavoro, ma da
vero professionista si sta documentando. "Sai credo che dovrei prendere in
considerazione le tue parole Bella. Forse potrei semplicemente ritirarmi dalla
vita pubblica e continuare a fare l' attore. In fondo so benissimo come fare a
non incorrere nel gossip, lo sappiamo tutti. La veritá é che a quasi tutti fa
piacere essere sempre in vista. Credo che proveró a scegliere il copione con
cui mi sento piú in sintonia, sono sicuro che forse faró un po' meno soldi, ma
saró piú soddistlfatto." Fuori continua a nevicare sporadicamente, ma
cerco di dimenticarmi della vita al di fuori del rifugio, voglio concentrarmi
sul qui e ora e non rimpiangere nulla. Una settimana precisa da quando sono
arrivata al rifugio l' agente di Edward ci informa che hanno messo in sicurezza
le zone abitate e che stanno per iniziare ad occuparsi della strada. Questa
notizia mi mette in agitazione, prima o poi arriverano anche qua e allora non
ci saranno piú scuse per rimanere. "Ehi... Vieni qua... Stai tranquilla,
passeranno ancora molti giorni prima che arrivino nelle vicinanze e poi... Non
é detto che tu debba andar via comunque. Fino a quando puoi saltare le lezioni
senza fare danni?"."Beh... In realtá non lo so di preciso,
soprattutto perché ho intenzione di cambiare indirizzo e non ho esami in vista
a breve. Sono preoccupata per i miei genitori... Vedi mio padre é il capo della
polizia di Forks, ho paura che mi mandi a prendere se rimanessi
ancora."."Perché Bella?"."Perché chissá cosa pensa stia
facendo... Forse pensa che sia in pericolo... Comunque devo parlare ai miei dei
cambiamenti che voglio fare nella mia vita, dovró dare spiegazioni sul perché
sono partita senza dire niente..."."É ovvio che ci devi parlare, ma
credimi Isabella... Nessuno ha il diritto di dirti cosa fare. Vivi da sola a
Seattle, ti mantieni e studi... Non hai bisogno di protettori"."Lo so
Edward. É che i miei sono all' antica, non capiscono che il mondo é diverso da
quello che vivono in paese. Per loro é giá stato un brutto colpo che mi sia
trasferita a studiare a Seattle, ma James mi ha aiutato a convincerli dicendo
che come avvocato aveva maggiori prospettive una volta sposati... Per loro una
ragazze deve trovare marito e fare la moglie, quando diró che voglio fare la
giornalista ci sara una guerra..."."Io saró con te. Quando andrai via
verró via anche io e se mi vuoi saró al tuo fianco quando parlerai a tuo padre.
Sei la mia donna Isabella, dovrá farsene una ragione. Non rinuncio a te, voglio
che tu sia felice"
Il
mattino dopo Edward é di nuovo alla radio col suo agente per comunicargli che
ha deciso di accettare la la parte che gli é stata proposta in un film che
parla di gangster mafiosi di origine italiana, mi pare che il titolo che mi ha
detto sia qualcosa come "Il Padrino". Lui sará il figlio di un boss
di una potente famiglia mafiosa che tenta di staccarsi dalla vita criminale
entrando nell' esercito, ma poi a causa di una serie di circostanze sará
costretto a far parte a tutti gli effettivdela malavita, diventando addirittura
il capo del clan, succedendo a suo padre. É un progetto molto importante e
lavorerá a fianco di attori molto famosi. Sono fiera di lui. Vorrei
dimostraglielo in qualche modo e a parte cucinargli le lasagne in realtá non
posso fare poi molto... James mi accusava di essere una compagna piúttosto
fredda perché non prendevo mai l' iniziativa in intimitá, potrei provare a
sedurre Edward. Solo che mi sento cosí inesperta... Non mi ha mai dato motivo
di credere di volere di piú, non ha problemi a condurre il gioco e lo lascio
fare tutto, voglio tutto quello che puo' darmi. É un amante molto generoso,
passionale. Abbiamo fatto l' amore in tanti modi, dolcemente, a lungo oppure in
modo brutale, ma non mi sono mai sentita mancare di rispetto. Il suo modo quasi
animale a volte di fare sesso, il suo costringermi in posizioni in cui sono
completamente alla sua mercé mi fanno impazzire. Non credo che sarei stata
capace di lasciarmi andare cosí con chiunque altro, solo lui. É tutto cosí
spontaneo. Vive la sessualitá con naturalezza e mi ripete sempre che che non
devo vergognarmi di provare piacere. Molto spesso mi porta a dire cose che non
avrei mai pensato di pronunciare, io che ho sempre fatto l' amore praticamente
quasi in silenzio. Potrei sembrare ridicola ai suoi occhi ma voglio farmi
coraggio. Dalla mia ho che, stando a quello che dice, riesco a farlo eccitare
anche mentre pulisco il lavandino o mentre cucino. Forse se provo ad
avvicinarmi a lui e a fargli qualche carezza un po' spinta potrebbe cogliere
subito l' invito...
L'
occasione mi si presenta al pomeriggio, quando siamo tutti e due sul divano,
immersi nella lettura. Lui é sdraiato con la testa su un bracciolo e io mi
avvicino stendendomi a fianco a lui che prontamente mi passa un braccio intorno
alle spalle, senza smettere di leggere. Io poso il mio libro e inizio a
intrufolarmi nell' incavo del suo collo, dove prendo a baciarlo dietro all'
orecchio perché mi ha detto che lí gli faccio venire i brividi. Con la mano gli
accarezzo il petto e quando arrivo alla cinta dei pantaloni ho tutta la sua
attenzione "Bella..." Allora mi faccio ancora piú audace e lo bacio,
stavolta forzandolo ad aprire la bocca con la mia lingua. Ovviamente lui non ha
problemi a rispondere con foga al mio bacio e mi trovo immediatamente le sue
mani sul seno e sul sedere, ma non mi faccio distrarre troppo. Scendo ancora
accarezzandogli quella che é giá diventata un' erezione quasi completa. Senza
interrompermi si slaccia la cintura e apre i bottoni lasciandomi libero
accesso. Allora scosto gli slip e inizio a masturbarlo provocandogli
immediatamente gemiti di piacere. Non mi sono mai piaciuti particolarmente i
rapporti orali con James, ho provato una volta ma mi ha fatto quasi schifo poi
lui non mi ha piú chiesto, ma il pensiero di Edward, duro e pulsante nella mia
bocca, mi stuzzica, vorrei restituirgli il piacere che tutte le volte mi
regala. Se anche lui dovesse provare la metá di quello che sento io, vale la
pena tentare. Sempre continuando a muovere la mano appoggio le labbra alla
punta e inizio a leccare il liquido che é appena uscito. Lui alza il busto
sostenendosi sui gomiti e non perde uno dei mie movimenti. Apro la bocca e lo
accolgo dentro, sempre continuando a lavorarlo con la lingua poi inizio a
muovere la testa, mimando i suoi movimenti mentre facciamo l' amore. Lui geme e
mi sento incoraggiata. Prendo il ritmo e inizio a succhiare delicatamente
mentre mi muovo, sto attenta a non graffiarlo con i denti, con la mano faccio
lo stesso coprendo lo spazio che non entra in bocca. I suoi gemiti si fanno
sempre piú sensuali, emette dei suoni gutturali che mi fanno impazzire anche
mentre facciamo l'amore. Mi accarezza i capelli. "Guardami Bella, voglio
guardarti negli occhi mentre sono dentro la tua bocca, sí cosí, ah...". La
mano sulla mia testa si fa pesante e inizia a guidarmi al ritmo che preferisce
mentre col bacino mi viene incontro. Gli tremano quasi le gambe e ha il respiro
corto. In questo momento mi sento potente, sono io che lo sto facendo godere
cosí ed é una sensazione bellissima. Senza staccare gli occhi dai miei mi
infila una mano nei pantaloni e poi nelle mutande e inizia a sua volta a
masturbarmi facendomi perdere molta della mia concentrazione "Cazzo Bella,
se fradicia..." E lo sono... Non so come, ma quello che sto facendo mi
eccita all' inverosimile e le sue dita che stuzzicano e mi penetrano non fanno
che aumentare la sensazione. All' improvviso mi tira su e mi sfila di forza la
maglietta, mi bacia il seno e traffica con i miei pantaloni per togliermeli.
Allora mi alzo in piedi e lo faccio io, liberandomi contemporaneamente anche
delle mutande. Sto per tornare dove mi ha interrotto ma mi prende le mani e mi
guida a cavalcioni sul suo bacino "Ti voglio Bella, voglio che sia tu a
scoparmi". Torna ad occuparsi dei miei capezzoli lasciandomi indecisa su
come procedere, ma dato che non accenna a fare niente, semplicemente prendo la
sua asta e mi calo sopra di lui, prendendolo fino alla base. Non ho mai fatto
l' amore cosí con lui e la sensazione di essere completamente piena,
praticamente impalata, mi fa rovesciare gli occhi. Inizio a muovermi
cavalcandolo, lui mi prende i fianchi aiutandomi poi mi ferma e mi fa oscillare
il bacino avanti e indietro facendomi capire in quale altro modo posso
muovermi. In questo modo va a centrare un punto che mi fa impazzire e tento di
unire tutti e due i movimenti per amplificare la sensazione. Quando mi vede
sicura mi lascia fare e alza il bacino per calarsi un po' i pantaloni
sollevandomi ed entrando ancora piú a fondo, strappandomi un gemito "La
mia bambina... Ti piace cosí Bella, ti piace sentirmi cosí profondamente dentro
di te?" E a rinforzare la domanda strige i glutei spingendo di nuovo. Non
rispondo perché sono troppo persa nella sensazione di sentirlo toccare il
fondo. "Voglio sentirtelo dire Bella... Mi fa impazzire quando mi dici che
ti piace quello che ti faccio. Lo vuoi cosí?"."Si Edward, mi piace,
ti voglio tutto...". Cosí inizia a venire incontro alle mie spinte, con il
peso del mio corpo, ricadendo, se possibile lo sento ancora piú in fondo, fino
a toccare probabilmente la cervice del mio utero. Sobbalzo di sopresa per la
strana sensazione, se ne accorge anche lui. "Cosí Bella, cosí... Voglio
toccarti in fondo, fino a dove riesci a prendermi". Andiamo avanti ancora
poi mi trattiene per i fianchi rallentando il ritmo. Ho l'impressione che stia
facendo di tutto per trattenersi dal venire giá, forse per via del rapporto
orale diprima, peró io ho bisogno di piú frizione... Il dilemma lo risolve lui.
"Toccati fra le gambe Bella, voglio vederti mentre ti dai piacere..."
Esito perché mi vergogno, perché mi sembra una cosa troppo... Troppo, da fare
davanti a lui... Mi prende la mano e me l'avvicina a dove siamo uniti.
"Non vergognarti Bella... Sei meravigliosa quando godi... Dammi tutto...
Voglio tutta la tua innocenza, quello che non darai mai a nessun altro" Le
sue parole mi accendono e mi lascio andare iniziando a massaggiarmi il
clitoride. Il suo sguardo é intenso, le pupille dilatate... Grazie alla
penetrazione intensa e la frizione data dal mio tocco vengo violentemente con
lunghe contrazioni che gli fanno raggiungere immediatamente l' orgasmo.
Ansimante mi stendo sul suo petto. Rimaniamo cosí finché non inizio a tremare
per il freddo, allora mi tira una coperta addosso, ma non ci alziamo godendoci
un silenzio carico di tenerezza mentre mi accarezza i capelli. "Credo di
essermi innamorato di te Bella..."
I giorni
seguenti corrono anch'essi veloci, mentre cresce la profondita del nostro
rapporto. Purtroppo , a mano a mano che passano i giorni, sento sempre piú
vicina la fine di tutto, sono sempre convinta che quello che abbiamo non
sopravviverá alla separazione. Mi ha detto di amarmi e Dio solo sa quanto avrei
voluto confessargli di amarlo anche io... Il problema é proprio che so giá che
soffriró... Quando tornerá alla sua vita non potremo stare sempre insieme e
sará circondato da bellissime donne... So che non é James, ma non posso fare a
meno di credere che le cose si ripetano, tanto piú che Edward é infinitamente
piú bello, piú affascinante... Ho paura che pensi di essere innamorato perché
questa convivenza forzata ha fatto accellerare le cose e le sensazioni che
proviamo entrambe sono molto intense. Potrebbe innamorarsi di nuovo
velocemente, cosí come gli é accaduto adesso. No... Di me sono sicura, lo so
che sono innamorata, lo so come sono fatta. Purtroppo invece non posso essere
nella sua testa.
Dieci
giorni dopo l' inizio della nostra reclusione volontaria per radio apprendiamo
la notizia che entro un paio di giorni tutte le strade saranno di nuovo
agibili. Non posso trattenere le lacrime e lui si limita a consolarmi senza
dire nulla, ma lo vedo che come me é preoccupato. La sera a cena siamo
silenziosi e non é da noi. "Bella... Lo so che stai pensando che non
resisteremo insieme dopo. Ti prego ricordati che ti ho chiesto il beneficio del
dubbio. Non mi conosci, lo capisco, ma ti prego dai una possibilitá a noi
due". Quella notte facciamo l' amore teneramente, mi fa sentire amata, mi
rassicura in ogni modo e mi dice di amarmi fino a farmelo credere. Le mie
difese, le mie resistnze cedono di fronte all' intensitá di quello che mi
trasmette "Anch'io ti amo Edward, piú di quanto immagini... Ti prego non
ferirmi anche tu, non so se riuscirei a reggere".
Passiamo
la giornata seguente come due immamorati. Ora che ho messo da parte i miei
dubbi e ho deciso di credergli non ho piú motivo di trattenermi. Lui sembra
felice. Lo so che probabilmente questi saranno gli ultimi giorni che il rifugio
fará da filtro con il mondo reale, ma sono fiduciosa che riusciremo a trovarei
il modo di stare insieme anche lá fuori. Per radio il suo agente gli fa sapere
che le strade sono libere e che volendo possiamo metterci in viaggio. Mio padre
ha lasciato un messaggio dicendo che attende con urgenza il mio arrivo a casa.
"Vuoi partire Bella? Ti accompagno a Seattle oppure a Forks, cosí
chiudiamo questa storia e tuo padre puó mettersi l' animo in pace che stai bene
e che hai deciso come vivere la tua vita". "No Edward, ancora qualche
giorno... Non sono pronta per andare via ancora, sempre che tu non abbia
impegni...". "Sono tutto tuo amore mio. Non sai come mi rende felice
sapere che vuoi restare per stare con me e non perché sei costretta"
Due
mattine dopo mi sveglio con un senso di agitazione addosso. Sto per mettermi a
preparare la colazione quando sentiamo dei rumori fuori dal rifugio. Quasi
subito sentiamo bussare alla porta. Guardo Edward terrorizzata e lui mi fa
cenno di stare tranquilla. Lo sento parlare con un uomo e poi entrano tutti e
due nella stanza "Lei é la signorina Swan?". "Sí agente"."Bene.
Ho avuto istruzioni dal dipartimento di venirla a prendere per scortarla fino
alla stazione dove le é stato prenotato un biglietto per Seattle".
"Agente non é necessario, la posso accompagnare io. Mangiamo qualcosa e ci
mettiamo in viaggio". "Mi dispiace Signore. Ho istruzioni precise. Lo
sceriffo Swan ha chiamato chiedendo un favore personale al mio capo ed é stato
piuttosto preciso in merito. Devo accompagnare la Signorina Swan in stazione da
sola. Prenda le sue cose". "Ma sono in arresto o cosa? Non voglio
venire via, almeno non cosí". "Senta Signorina, il capo mi aveva
detto che probabilmente avrebbe fatto storie. No, ovviamente non é in arresto
ma non voglio grane col capo. Adesso viene con me, in cittá chiama suo padre e
si mette d' accordo con lui. A me basta che sia felice il capo quindi se si
vuole sbrigare...". "Vai Bella, non preoccuparti. Ti raggingo subito.
Appena il tempo di chiudere tutto, ti aspetto in stazione, partiamo
insieme". "D'accordo, ma ti prego fai presto.".
Con la
tristezza nel cuore saluto con lo sguardo il rifugio e abbraccio Edward. Ci
baciamo mentre l' agente aspetta in macchina. "Stai tranquilla amore mio,
se vuoi vi seguo con la macchina...". "E il rifugio Edward? Non puoi
lasciare tutto acceso se non torniamo qui... Fai presto ma metti tutto in
sicurezza, ci tengo troppo a questo posto". Ancora un bacio e monto in
macchina con l' agente a cui non rivolgo la parola per tutto il tragitto.
Arrivo in
centrale e mi fanno sedere per almeno due ore. Mi aspetto che qualcuno mi porti
in stazione e, quando mi comunicano che c'é una macchina che mi sta aspettando
per acconpagnarmi, mi precipito fuori credendo che sia Edward, ma mi aspetta
una brutta sorpresa. Vicino all' auto della polizia c'é mio padre, torvo in
volto. "Sali in macchina. Ci sono alcune cose che devi spiegarmi, lo farai
mentre ti accompagno a Seattle". "Ma papá... Ho una persona che mi
aspetta alla stazione...". "Non c'é nessuno che ti aspetta, fidati. E
comunque non mi nteressa, adesso vieni via con me. Farai quello che ti dico
perché sono tuo padre fino a prova contraria". Durante il viaggio non apre
bocca, io nemmeno lo guardo. E adesso? Non ho dato ad Edward il mio indirizzo
ne' il numero di telefono... Come faremo a trovarci... Appena arrivo a
Seattle... Forse posso porvare a mettermi in contatto con Alice, forse puo'
arrivare fino al rifuguo... Il problema é che non so come spiegarle come
arrivare... Quando scendiano dall' auto tento di dialogare con mio padre
chiedendo scusa per lo meno di non aver avvisato nessuno del mio viaggio, ma mi
blocca in partenza "Isabella, non voglio sentire scuse. Hai fatto una cosa
sciocca e ti sei messa in pericolo per andare a trovare quella fuori di testa
della tua amica. Quando potevi tornare, hai preferito rimanere con quell' uomo
e Dio solo lo sa cosa ti ha messo in testa e cosa ti ha fatto in due settimane.
Posso capire che tu sia ancora scossa da quando James ti ha lasciata, ma questo
non giustifica il tuo comportamento. Ti sei comportata da stupida e da
irresponsabile. Non ti ho cresciuto per essere una poco di buono Isabella. Se non ti comporterai bene la faremo finita
anche con questa sciocchezza del College e tornerai a Forks e ti farai una
famiglia, sperando che qualcuno ancora ti voglia dopo quello che é successo.
Una ragazza non dovrebbe avere troppi grilli per la testa.. Non sei un uomo
Bells". Sono ferita e amareggiata dalle sue parole, ma se prima di
conoscere Edward avrei promesso di non deluderlo per mendicare la possibilitá
di continuare gli studi, adesso non posso. "E tu come fai a conoscere la
persona che mi ha salvato papá? Dovresti ringraziarlo perché se non era per lui
adesso non sarei qui e non avresti il problema di avere una figlia
irresponsabile. E se non volessi tornare a Forks papá? Vuoi mettermi in punizione?
Sono maggiornne papá, mi mantengo da sola, faccio quello che mi pare. Anche se
sono una donna come dici tu... Eward non mi ha messo niente in testa, mi ha
aperto gli occhi". "Edward Cullen, l'attore? Credi che non lo sappia
con chi eri? Ha dieci anni piú si te Isabella, é un donnaiolo e non ha un
lavoro rispettabile. Quanto credi che ci metta a rimpiazzarti per una bell'
attrice? Credi che ti possa dare un futuro, una famiglia, credi che per lui
vada bene una moglie che fa l'insegnante?". "Non faró l' insegnante
papá, voglio studiare giornalismo e Edward mi ama, ma soprattutto io lo amo e
voglio stare con lui. Non puoi impedirmelo." "Non avrai un soldo da
me Isabella. Quando ti renderai conto quanto stai sbagliando e che il tuo
attore non ti cercherá, ti pentirai di volerti ribellare alle mie regole".
"E allora vorrá dire che andró ad abitare con Alice cosí potrai fare finta
definitivamente che io non esista". "Spero soltanto che dopo una
notte di sonno tu ritorni in te Isabella. Se davvero ti amasse come dici non
avrebbe desistito a seguirti cosí facilmente". "Papá che cosa hai
fatto? Sei stato da lui?". " L' ho fatto per il tuo bene Bells. Gli
ho detto di lasciarti in pace e che hai una vita davanti, che non puoi sprecare
dietro a un uomo che non é del tuo mondo". "Come hai potuto? Non puoi
interferire cosí nella mia vita!" Ormai sto urlando e le lacrime mi
offuscano la vista. "Non voglio vederti mai piú vattene!". Entro in
casa e sbatto la porta in preda al panico "Pensa a quello che ti ho detto
Bells. La mamma ti chiamerá domani per sentire come stai" Lo sento parlare
attraverso la porta e poi sento partire la sua auto. Mi lascio andare alla
disperazione. Sará vero cosa mi ha detto mio padre? Che poche parole sono
bastate per fargli pensare di lasciar perdere? Lui che mi ha convinto a credere
in noi? Stamattina mi sono svegliata fra le sue braccia e adesso sono sola qua
nel mio appartamento con il cuore a pezzi e una vita da rimettere insieme.
Passo le
due settimane successive a casa tentando di contattare Alice ma la zona é
ancora isolata. Provo a scrivere diverse lettere, ma non ho idea di come si
chiami la strada dove si trova il rifugio e la maggior parte mi tornano
indietro senza nemmeno partire. Edward non si é fatto vivo e onestamente non so
nemmeno come potrebbe visto che Seattle é una cittá immensa, le probabilitá che
mi trovi sono minime. Oddio... Magari volendo avrebbe potuto... Non so cosa
pensare... Ogni tanto riguardo i suoi vestiti con cui sono tornata a casa e, se
non fossero la prova evidente che l' ho conosciuto, potrei pensare di aver
sognato... Ma non ho sognato! Sento ancora l' odore della sua pelle e il sapore
dei suoi baci, mi vengono i brividi pensando a cosa eravamo mentre facevamo l'
amore. Non puo' essere, deve esserci un modo per trovarlo... Ho provato a
informarmi per il biglietto del treno per arrivare almeno vicino al rifugio, ma
sono a corto di risparmi e la macchuna é andata. Sono frustata e amareggiata.
La terza
settimana passa piú o meno uguale ma dentro di me comincia a farsi strada la
certezza che forse mio padre ha visto giusto, forse non era poi cosí sincero e
forse pensava di essersi innamorato poi ci ha ripensato... Forse gli é passata
tanto in fretta quanto gli é venuta la sua infatuazione verso di me. Alterno
stati di rabbia a disperazione assoluta perché per quanto possa essere ferita,
continuo inesorabilmente ad amarlo e sento fortemente la sua mancanza. Mi
sembra che la mia vita vera sia quella al rifugio, cristallizzata in quella
realtá parallela che sono stati i nostri giorni di isolamento.
La botta
definitiva che mi dá la certezza che Edward mi abbia giá rimpiazzata mi arriva
il fine settimana quando sono davanti alla televisione. Un programma di gossip
si sta occupando delle celebritá che sono in nomination per l' oscar e lo vedo.
Attraversa il tappeto rosso accanto ad una bellissima donna, bionda e alta. É
Tania... Mi crolla il mondo addosso per prima cosa perché rivederlo mi fa
tornare in mente tutti i bellissimi ricordi, il suo sorriso che al rifugio era solo
per me, le risate, la passione... Poi perché ci ha messo pochissimo a tornare
fra le braccia della sua ex, nonostante tutti i discorsi di cui mi ha riempito
la testa. Che bugiardo... E che sciocca sono stata a credergli...
Masochisticamente inizio a seguire la stampa scandalistica e nella settimana
successiva lui rilascia diverse interviste. In una in particolare afferma di
aver finalmente trovato la donna della sua vita e che fará di tutto per
riconquistarla. Ci sono anche delle foto in cui si vede lui che si reca in una
gioielleria e le dichiarazuoni della commessa che conferma che Edward ha
acquistato un anello con un enorme solitario. Lancio il giornale per terra e
decido che da ora in avanti davvero non voglio piú sentirlo nemmeno nominare.
Fra poco
ci saranno le vacanze di Natale e con la pausa dalla scuola sono riuscita ad
ottenere dei giorni di ferie anche dal mio datore di lavoro, quindi mi preparo
a partire per Forks. Non ho perdonato mio padre per quello che ha fatto, ma ho
dovuto ammettere che aveva ragione. Abbiamo iniziato a riparlarci soprattutto
grazie a mamma che lo ha fatto ragionare sul discorso dell' Universitá. Rimarrá
sempre della sua idea ma si é scusato per quello che ha detto e ha ammesso che
é giusto che io segua la strada che preferisco nella vita. Per me é un enorme
vittoria, anche se in realtá non mi interessa... Penso ancora a Edward e mi fa
ancora male il fatto che non mi abbia cercata. Sono ancora innamorata della
perosna che mi ha salvato, ma forse stava soltanto interpretando la sua parte.
Forse dovrebbe vincerlo l' Oscar, perché io ci ho creduto davvero.
La sera
prima di partire per Forks sento suonare al campanello. La mamma mi ha detto
che papá mi ha preparato una sorpresa e spero proprio che siano venuti a
prendermi, cosí risparmio il biglietto del treno. Apro la porta e rimango di
sasso "Edward! Che ci fai qui?". "Isabella Marie Swan. Ti sembra
il modo di salutarmi?". "Non ho voglia di scherzare Edward, cosa
vuoi?". "Posso almeno entrare? O il tuo fidanzato potrebbe non essere
d' accordo?". "Cosa stai dicendo!? Quale fidanzato?".
"Quello che hai lasciato a Forks! Sono venuto a sincerarmi con i miei
occhi Bella. Prima di gettare la spugna voglio sentirmelo dire mentre mi guardi
negli occhi. Per favore fammi entrare...". Lo lascio passare e nella mia
testa ho giá praticamente ricostruito tutto il discorso che deve avergli fatto
mio padre. "Vuoi qualcosa da bere?". "Grazie... Sono esausto. Ho
lasciato il set del nuovo film appena me ne hanno dato la possibilitá e sono
partito subito...". "Ti preparo qualcosa da mangiare allora...".
"Prima vorrei parlare Bella... Perché non me lo hai detto? Perché mi hai
fatto credere di essere innamorata di me?". "Ti ho giá detto che non
esiste nessun fidanzato Edward. Te lo ha detto mio padre vero?". "Si.
É venuto da me dopo che sei andata via dicendomi di lasciarti stare, di non
interferire nella tua vita. Che devi finire la scuola e che non posso darti la
vita che meriti e che sí hai un fidanzato nel tuo paese". "E tu gli
hai creduto? Invece di credere a me, a quello che ti ho detto...".
"Bella tu non sei mai venuta in stazione, ho provato a cercarti ma non eri
da nessuna parte...". "E allora hai pensato bene di tornare dalla tua
ex e riconquistarla, dico bene? Non farmi la predica perché fra i due l' unico
ad essere impegnato a quanto pare sei tu!" Le mie parole escono fuori come
puro veleno. "Bella io non sto con Tania...". "Ti ho visto alle
premiazioni, eravate abbracciati Edward e ho letto l'intervista. Va bene. Se la
ami ok ma non capisco perché sei qui. Mi hai giá spezzato il cuore, non vedo
perché sei venuto a infierire". "É questo che pensi? Sei sparita e
non avevo nemmeno il tuo indirizzo per cercarti. Ho chiesto al mio agente di
cercarti sull' elenco di Seattle ma non hai nemmeno il telefono a tuo nome!
Credevo di impazzire Bella! Ho iniziato a girare il nuovo film e non sono
potuto venire via fino a oggi perché anche per me inizia la pausa natalizia.
Ieri ho fatto un ultimo tentativo e sono riuscito a rintracciare la tua amica
Alice alla comunitá ed é lei che mi ha detto che ti chiami Isabella e mi ha
dato l' indirizzo, dopo che l' ho pregata per due ore al telefono. Non sapevo
nemmeno il tuo vero nome e mi accusi di averti mentito? Io non ti ho mentito
quando ti ho detto di amarti e ti amo ancora dannazione. Se ti riferisci all'
intervista Bella, sei tu la donna che voglio riconquistare! Ero venuto qui con
l' intenzione di convincerti a lasciare il tuo fidanzato e di scappare via con
me. Ho anche pensato di rapirti e riportarti al rifugio tenendoti lí fino a
convincerti...". Io sono impietrita cercando di metabolizzare tutto.
Niente Tania, mi ama ancora, non é tutto perduto... "Giurami che mi stai
dicendo la veritá Edward.". "Te lo giuro Bella. É stato il mese piú difficile
della mia vita... Se penso a tutto quello che ho sofferto sapendoti impegnata
con un altro uomo... Sono andato con Tania alle premiazioni perché era parte
del contratto del film che abbiamo girato insieme e che era fra le nomination.
Non c'é nessun altra Bella. Dal momento che ti ho vista zuppa d' acqua lungo la
strada ci sei stata solo tu. So che tuo padre ha ragione e che ci sono tanti
motivi per cui ti dovrei stare lontano, ma non ce la faccio... Se davvero sei
libera Bella... Dammi una possibilitá, perdonami per non aver fatto di piú per
torvarti, per non averti impedito di partire... Per aver creduto a tuo padre e
per averti fatto soffrire. Ti amo...". Per me é come se si spalancassero
le porte del paradiso, un paradiso che ho pensato di aver perso per sempre. In
meno di un secondo gli corro incontro e sono fra le sue braccia. Lui mi
accoglie in un abbraccio che sa di casa. Finalmente sono a casa... Che sia il
rifugio o Seattle oppure il polo nord, la mia casa é lui. "Ti amo anch' io
Edward... Te lo giuro... Ci sei sempre stato solo tu. Pedonami di aver dubitato
di te...". Mi lascia un secondo e lo vedo frugare nelle tasche dei
pantaloni. Non credo ai miei occhi quando davanti al mio naso c'é un piccolo
cofanetto di velluto blu. "Sposami Bella. Dimostriamo a tuo padre che si
sbagliava. Posso prendermi cura di te, anche se non faccio un lavoro che gli va
a genio. Sposami perché ti amo e da quando ti ho conosciuta mi hai fatto capire
cosa voglio dalla vita, sposami anche se ci conosciamo da pco piú di un mese
perché quando ti ho trovata ho capito che voglio iniziare subito il mio per
sempre con te. Non ti prometto una vita semplice, il mio lavoro mi porterá
spesso via, ma questo non mi impedirá di tornare sempre da te o a te di partire
con me". Guardo il solitario che brilla dentro la scatola. Era andato per
me! Non era un anello per Tania... "Si Edward, voglio anch' io il mio per
sempre con te e lo voglio subito". Ci baciamo con disperazione e gioia,
cercando di annullare la sofferenza del mese trascorso lontani. Facciamo l'
amore tutta la notte e ci scambiamo promesse segrete di amore eterno.
"Bella
amore, ho visto i bagagli... Stavi per partire?" Mi stiracchio nel letto
beata mentre il sole fa capolino alla finestra. "Sí, ma c'é un piccolo
cambiamento di programma. Non ho intenzione di andare a Forks." Mi alzo e
telefono a mia madre, che come sempre é dalla mia parte. Le racconto della
proposta e da inguaribile romantica é felice per me. "C'é papá?".
"No Bells... In realtá é a lavoro e dopo viene direttamente a prenderti...
Ma ho come il presentimento che tu non abbia voglia di tornare a casa questo
Natale vero?". "Ti voglio bene mamma...". "Anche io
tesoro... Promettimi che verrai a farmi conoscere Edward, quando ti sará
passata la rabbia verso tuo padre...". "Ma io mamma l' ho giá
perdonato, lo so che ha agito con le migliori intenzioni e comunque non é
riuscito a dividerci, anzi ci ha fatto capire fino a che punto teniamo l'uno
all'altra. Chiamalo in centrale e fagli recapitare il messaggio che non é
necessario arrivi fino a Seattle...". "No, ho un idea
migliore..."
"Allora
Bella sei proprio sicura? Non vorresti andare comunque a Forks insieme a me per
trascorrere il Natale con la tua famiglia?". "Si Edward, sono sicura.
L' unico posto in cui voglio stare adesso é il nostro rifugio, voglio
recuperare il tempo che abbiamo perso... Andremo a Forks prima della fine delle
vacanze di Natale se vuoi".
"Sei sicura che dopo oggi tuo padre sia nello spirito giusto per
conoscermi?". "Credo proprio di sí e comunque... Se posso perdonarlo
io per aver tentato di boicottare la mia vita, credo che possa farlo lui per
questo, non trovi?". Cosí dicendo chiudo la porta di casa, pronta a
tornare al nostro nido d' amore, senza telefono, senza visite in programma, con
la certezza di avere con me tutto quello che mi serve per essere felice. Quanto
allo sceriffo Swan... Attaccato alla porta c'é un biglietto, scritto da me, ma
da parte di mamma.
Carissimo Charlie, Bella ha avuto la mia benedizione per partire
con Edward e trascorrere il Natale con lui. Scusa caro, non ho fatto in tempo
ad avvisarti in centrale... Ti avrei risparmiato il viaggio, ma vedila così,
puoi usare il tempo che impiegherai a tornare a casa a riflettere sul tuo
comportamento nei confronti di tua figlia, che per inciso ti ha perdonato
nonostante tu abbia tentato di boicottare la sua storia d' amore. Non hai
motivo per arrabbiarti con lei perché ha avuto il mio "permesso",
quindi concentrati sulla riflessione che ti ho proposto. Si sposeranno Charlie,
sono innamorati e lui ha le migliori intenzioni, anche se non ha un lavoro che
ti piace. Che buffo... Non ti ricorda per caso quando mio padre non voleva che
ci sposassimo perché tu eri solamente un piccolo poliziotto di un piccolo paese
sperduto fra i boschi? Anche se avrei potuto vivere diversamente, se avessi
sposato un facoltoso avvocato e fatto contento mio padre, non rimpiango di aver
seguito il mio cuore... Anche se a volte agisci senza pensare (chissá da chi
avrà preso tua figlia?) continuo a pensare di aver fatto la scelta migliore per
essere felice. Dai la stessa opportunitá a Bella, non costringerla a scegliere
fra i suoi desideri e l' amore di suo padre. Ricorda Charlie, l' amore vince
sempre...
Con affetto, tua René

Una storia molto romantica e piacevolmente retro. Hai centrato bene il contrasto generazionale tipico dei primi anni 70. E la coppia di estranei che piano piano si avvicina, nel rifugio lontano da tutti, fino a innamorarsi, è molto tenera. Brava.
RispondiEliminaFederica - Fede13
NOTA DELLE ADMIN DEL BLOG:
RispondiEliminaChiediamo scusa per l'inconveniente, ma il troncamento delle parole a fine riga NON è presente sul file della nostra autrice. Abbiamo provato a riformattare, senza purtroppo alcun esito. Chiediamo gentilmente di non tenerne conto.
Grazie.
Wow, molto intensa. lunghissima e particolareggiata. E uh uhhhhhhhh c'è un botto di sesso! :)
RispondiEliminaHa ragione Federica, hai trovato il modo di sottolineare uno degli aspetti fondamentali per quell'epoca di trasformazione, e cioè la condizione femminile che si affacciava all'affermazione in tutti i campi, ma che era ancora retrograda sotto il profilo sociale e familiare.
Sono diventata cieca per leggerla! E' tutta di seguito, di seguito, di seguito! hahaahahahahahahah! Ma la storia mi è piaciuta! Mo vado a mettermi il collirio!
-Sparv-
mi sono dimenticata di chiederti: sì, ma se lei stava con James che a quanto pare era un disastro in tutto e per tutto... perchèèè???
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Acciderbolina Piripicchiola ha detto...
Calendula. É toppissimo contro l' affaticamento degli occhi. Ne ho finita una boccia a scriverla... Grazie per i complimenti... Lo so che sono un po' prolissa, la mia prof di Italiano ne sa qualcosa, grazie per aver avuto la pazienza di leggerla tutta :). James é insalvabile sotto tutti i punti di vista. Diciamo che non avendo avuto termini di paragone se lo teneva per come era senza porsi troppe
Lunga e faticosa da leggere per come è formattata. Ma sappiamo che non è colpa di nessuno.
RispondiEliminaIl tuo scritto è bellissimo, ti tiene incollata allo schermo dalla prima all'ultima riga. Concordo con chi, prima di me, ti ha detto di aver sottolineato benissimo i rapporti burrascosi tra genitori e figli tipici degli anni settanta. Mi piace l'Edward attore che cerca di fuggire dalla sua realtà per trovare una sua dimensione più vera che si trova ad essere completamente travolto da Bella che non è altro che tutto ciò di cui ha bisogno.
Scritta benissimo nonostante gli errori che si capiscono essere di digitazione, è tre quelle che preferisco.
Grazie.
Bella! L'Edward attore, ancora più di altri porta alla mente noi sappiamo chi...e questa storia lascia in tutte noi un po' di speranza ahahahaha . A parte gli scherzi, mi è piaciuta, ci sono degli errori di battitura ma è comprensibile, dato che tutte siamo oberate di impegni nella vita reale ed il tempo per dedicarci allo scrivere è misurato e quindi spesso si va di fretta.
RispondiEliminaMi scuso per gli errori... In realtá credo di aver fatto casino copia incollando una versione non editata completamente... É uscita questa cosa che non si puo' formattare... Dannata tecnologia... Cmq grazie davvero di cuore a tutte per le belle parole. Smack
RispondiEliminaLa shot è bellissima, ma è il formato a spezzare l'incantesimo della narrazione. Al termine di ogni frase delle parole venivano spezzate. Mi dispiace tantissimo fartelo notare
RispondiEliminaSpiace tanto anche a me. Purtroppo come hanno segnalato le autrici non dipende da me, il mio file é ok solo che qui sul blog viene cosí ed é impossibile formattarlo. Chissá perché...
RispondiEliminaBella storia romantica!!!!
RispondiEliminaEdward attore che si innamora riamato di una ragazza comune e' il nostro sogno di ogni notte!!
Grazie di averlo messo per iscritto! (Peccato per la formattazione che ti cava davvero gli occhi....)
Complimenti anche a te!
Sono contenta di non dover votare per nessuna.......,
Non avrei proprio saputo farlo!!
Lunga... perchè mi piacciono le storie belle e lunghe... perchè mi piace leggere quando qualcuno scrive bene ed è capace di tenerti incollato. Brava. Brava e brava ancora.
RispondiEliminaCi sono degli errori... alcuni dovuti alla battitura, altri che....va beh, sarà la fretta di consegnare, sarà il periodo natalizio e le lucine colorate che un po' ci fanno sognare e perdiamo il filo e quindi poi.... Era il caso di rileggerla, almeno per cancellare gli errori di battitura e correggerli. Mi auguro che tu possa pubblicarla in qualche altra piattaforma, alla fine del contest, rieditata.... la leggerei ancora una volta volentieri.
L'ho trovata meravigliosa. Mi è piaicuta tanto e avrei preferito non fosse mai finita. Mannaggia a voi che scrivete così bene!
Sono rimasta colpita dai dettagli e dal modo in cui hai descritto ogni cosa divinamente. Vorrei avere la tua stessa cura nelle descrizioni. Mi sono piaciute tanto.
Sono felice che tu abbia partecipato perchè.... questa è davvero una chicca imperdibile.
La rileggerò volentieri più avanti, spero davvero che tu sia soddisfatta di te stessa, perchè io con una shot così, fossi in te, lo sarei al 100 per 100!
Complimenti davvero.
Grazie
Questa storia è favolosa. Spero non venga penalizzata dalla formattazione!!! Mi è piaciuta per una serie di motivi. Il primo fra tutti è l'ironia di Bella, dei suoi pensieri.. è buffa da morire. Mi è piaciuto anche Edward, il suo essere ragazzo normale, malgrado sia una star del cinema. Mi è piaciuta la lettera come finale degno di questa storia simpatica, sexy e frizzante!! Molto hot! Grande. Mi sei piaciuta moltissimo!
RispondiEliminaBellissima <3
RispondiEliminaComplimentissimi, è una delle migliori che abbia mai letto!!!
Cara scrittrice posso confidarti di avere copiato e riformattato e corretto la tua storia per potermela gustare come si deve e mi sono divertita moltissimo. Il tuo modo di scrivere è frizzante e giovane e incolla anche quando i pensieri di Bella diventano un confuso fiume in piena...ci sta tutto e mette in luce il suo bellissimo carattere . Edward è un amore..( e quando non lo è?) e il pensiero di lui attore lo avvicina ancora di più a colui che ispira tutte queste bellissime storie d'amore e di sesso sfrenato. Sei stata molto brava e nonostante sia lunghissima non toglierei una riga. Brava.
RispondiEliminaE una delle mie preferite.
RispondiEliminaMi piace mi piace mi piace.
Allegra e frizzante e un bel po di sano Zum zum!
Non aggiungo altro, i problemi di formattazione sono già stati evidenziati ( anche se non è un problema tuo) così come i pregi.
Bravissima sono davvero contenta di questa OS.
Non posso giungere altro ai complimenti già fatti, con cui concordo.
RispondiEliminaSei superdettagliatissima...... WOW!!!
La tua Bella uno spasso e Edward è sempre il nostro amato Edward.....
Come le altre ho fatto fatica a leggerla anche perchè è lunghissima, ci ho messo più di un giorno a leggerla causa tempo a disposizione e questo un pò mi è dispiaciuto........ma colpa mia.
Grazie, un Bacio
JB
Mi è piaciuta molto questa storia. L'ho trasferita su word per poterla leggere meglio e me la sono goduta davvero. Lunghissima e piena... anche di sesso che non guasta mai.
RispondiEliminaIl periodo che hai scelto è particolare e sei riuscita a mettere in evidenza la condizione delle donne ma anche la voglia di rivalsa e emancipazione.
Complimenti.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaBella! Bella! Bella! Questa è un'altra di quelle che mi ha fatto sbarellare!!!
RispondiEliminaScritta benissimo e' entrata subito nelle mie favorite
Voglio il seguito please!!!
Non sono convinta fino in fondo da questa storia.. bella sembra un pochetto una sciroccata, insomma, non mi ha convinta nemmeno un po’. L’idea della storia è carina, ma ho trovato un po’ di errori e una narrazione non particolarmente scorrevole.. diciamo che trovo delle cose un po’ esagerate..una star del cinema che ripara i tubi, una ragazza che va con gli hippy dicendo che è da tutt’altra parte, poi di fronte ad un uomo che evidentemente è interessato a lei ha paura dei genitori, anche se vive fuori casa.. una frana che in teoria dovrebbe tirar giù una montagna ma in pratica lascia indenne solo un’abitazione.. un padre che pare dell’epoca medioevale e fa delle cose folli, tipo trascinare una maggiorenne da un luogo all’altro,,manco la chiudesse nel bagagliaio..e sptt un uomo adulto che crede alle frottole del padre/padrone..che viene perdonato come nulla fosse.. x concludere, seppure all’inizio l’idea non mi dispiacesse, man mano che la storia proseguiva l’ho trovata molto molto simile a tante FF che partivano bene e inesorabilmente crolla nel banale..
RispondiEliminaMi dispiace non ti sia piaciuta, se non altro perché hai perso un bel po' di tempo a leggere e a commentare... Per l' originalitá posso dire a mia discolpa che non c'é "niente di nuovo sotto al sole" e che l'idea è mia e non ho preso spunto da nessuna ff. Quanto al fatto che un attore possa fare l' idraulico, lo sai che un famoso attore che si é comprato casa in Toscana fa il ciabattino? A parte gli scherzi, l' unica cosa che mi sento di controbattere é riguardo alla storia delle frane: mi sono documentata sulla geologia-metereologia del monte dove é ambientata la ff e ti assicuro che é assolutamente plausibile. Ti diró di piú, non ci sono case sul monte Reiner, non nel senso che cascano tutte e ne rimane in piedi una sola: Ci sono dei rifugi, alcuni esposti, alcuni nascosti... Ci sono alberi secolari che deviano il flusso degli eventuali smottamenti. Quanto ai personaggi, sono rammaricata che ti stiano tutti cosí antipatici... Ovviamente alcune cose sono un po' esagerate per trasmettere il messaggio del periodo storico. Spero davvero di aver chiarito alcune tue perplessitá e ti ringrazio per il tempo che hai dedicato alla mia storia.
RispondiEliminauna bella storia romantica. Tutto viene descritto dettagliatamente senza tuttavia apparire noioso.Lui poi e` il sogno di ogni donna, dolce e romantico ma bravissimo a letto.
RispondiEliminaBrava.
Debora
Ci sono tante cose che mi sono piaciute di questa storia: le scene erotiche, veramente hot, il personaggio secondario di Charlie, per una volta antagonista, la lunghezza... Sì, anche la lunghezza, a dispetto di chi l'ha trovata un difetto. Penso che sia stata adatta al tipo di ambientazione che hai scelto: serve a dare quel senso di costrizione che danno i luoghi chiusi in cui si deve stare per qualche tempo, nonostante sia Edward che Bella hanno trovato il modo per non annoiarsi. ;) Complimenti!!!
RispondiEliminaAleuname.